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Un “upgrade” azzardato

Era entrato chiedendo un nuovo processore ed un po’ di RAM aggiuntiva per giocare meglio.

E' proprio sicuro che siano compatibili con il mio notebook?

E’ proprio sicuro che siano compatibili con il mio notebook?

Dopo che il venditore aveva posato sul bancone le due cose, non gli sembrava più una buona idea, in fondo.

(il processore è un Pentium Pro a 180MHz, la RAM viene da un supercomputer SGI Origin 2000 del 1998)

ItLUG Romabrick Latina 2013

Qualche foto dalla mia seconda partecipazione ad un evento LEGO®, quello di Latina.

Il mosaico terminato

Il mosaico era una foto di Fontana di Trevi. Qualche numero: 170 basi 32×32 bottoncini (#3811), ognuna con 256 mattoncini 2×2 (#3002), per un totale di 43.520 mattoncini.

La torre dei misteri di Jody

Castelli enormi e dettagliatissimi, città completa di piazze, parco giochi, teatro, stazione dei treni e zona archeologica.

IMG_1973

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Un assaggio delle foto si trova nel pool di Romabrick su Flickr, che viene arricchito man mano che le foto vengono aggiunte.

C’era anche un dinosauro che scorrazzava nel bosco del diorama medievale, abbattendo alberi.

Appuntamento ai prossimi eventi che trovate sul sito di Romabrick e sul sito dell’associazione ItLUG.

Per ridere: infROMAtion security

Vista la quantità di “hacker” che girano, ho pensato ad un piccolo aggiornamento alla sicurezza.

Il mio nuovo firewall

Il mio nuovo firewall

Extreme AFOL: non ditelo ad un purista!

Noi AFOL siamo piuttosto intransigenti, quando si tratta di mattoncini.

Reazione di un AFOL al verbo "incollare"

Reazione di un AFOL al verbo “incollare”

Oltre alle regole di “buona costruzione“, ci sono cose sconsigliate, cose proibite e cose che fanno inorridire qualsiasi appassionato LEGO® degno di questo nome.

Cose sconsigliate, non troppo

Qualche mese fa ho parlato delle astronavi, bellissime, costruite da Pierre Fieschi

'KRAPITCHOO' Vic Racer

Qui sopra ce n’è un’altra, costruita in microscala. Se si guarda bene, in alcuni punti sono incollati degli adesivi, per aumentare il realismo. Il purista accetta solo e soltanto etichette originali presenti nei set LEGO® ufficiali, pur ritagliate, mentre non è ritenuto troppo sconveniente usare adesivi di altra provenienza, o addirittura creati appositamente. In qualche caso si usano le decalcomanie usate nel modellismo classico.

F/A-18C Hornet of VFA-87 'Golden Warriors' (2)

L’aereo sopra, opera di Mad physicist, ha applicate alcune di queste decalcomanie, appunto.

Dato che questo livello di dettaglio è impossibile da riprodurre a quella scala, è ammesso l’uso di materiali “estranei”, anche perché costituiscono una minima parte del lavoro, il modello in sé è assolutamente spettacolare anche senza aggiunte.

Discorso analogo si può fare per alcuni altri elementi, come anelli elastici e cordini: dato che quelli di produzione ufficiale sono pochi e spesso molto piccoli, si tollera l’uso di elastici e corde non di provenienza LEGO®, spesso anche per praticità e convenienza.

Un esempio è il ponte sospeso presente nel diorama di città di Latina 2012.

Il ponte sospeso

Il ponte sospeso a Latina 2012

Le corde nere che simulano i tiranti in acciaio del ponte originale sono in numero e lunghezza tale da non essere realizzabili con materiale LEGO® originale ma, attenzione, ogni altro elemento che vedete è costituito esclusivamente da materiale originale.

Colla? Vernici? Proprio no

Parimenti è vietatissimo l’uso di vernici e di colle. Non importa la dimensione o l’importanza del modello, i colori devono essere quelli propri dei mattoncini.

Per la colla è ammessa una sola eccezione: se il modello è realizzato per essere trasportato ed esposto ad eventi e deve rimanere sempre quello, come ad esempio le realizzazioni su commissione per negozi o attività commerciali, i modelli promozionali o esposti al pubblico senza protezioni, allora è ammesso l’uso di colla, ma all’unico scopo di rendere maneggevole, robusta e soprattutto sicura per i visitatori la realizzazione.

I due giovani "padawan" all'ingresso

La minifig gigante è tenuta insieme dalla colla

Tipicamente, le minifigure “ingrandite”, come nella foto sopra, di solito esposte all’ingresso di un’area espositiva o in uno degli stand, dove c’è continuo passaggio di persone e non c’è transenna o recinzione, sono incollate pezzo per pezzo, proprio per evitare problemi anche di sicurezza per i visitatori: se un bambino si “appende” e se ne stacca un pezzo le conseguenze possono non essere piacevoli, per nessuno.

L’orrore, l’orrore

Tagliare, forare, modificare, avvitare, e tante altre operazioni sullo stesso tenore, sono l’abominio. Mai, per nessun motivo, è ammessa la modifica delle caratteristiche di forma e dimensione di un elemento.

Se andate ad esporre una vostra creazione nella quale i mattoncini sono modificati, verrete, nella migliore delle ipotesi, espulsi con cartellino rosso e tre turni di squalifica.

E’ considerato indecente l’uso di materiali “estranei” per replicare oggetti reali, come ad esempio tende parasole, alberi, vegetazione, veicoli e via così.

Bello, ma proprio non va

Bello, ma proprio non va

Nella foto sopra, un esempio di tutto quello che non è considerato accettabile da un purista (praticamente tutti gli AFOL lo sono): mattoncini incollati, verniciati e forati, stoffa e cartoncino, fili elettrici e luci non LEGO®. Per carità, la realizzazione è carina e l’idea è originale, ma difficilmente sarà accettata per l’esposizione in un evento LEGO®.

Qualche tempo fa su uno dei forum di appassionati c’era una discussione accesa sul fatto di allentare questa regola in caso di plastici ferroviari, andando ad utilizzare l’ampia scelta di materiali per il modellismo ferroviario per ricreare paesaggi con erba, alberi, rocce, corsi d’acqua. La conclusione, in sostanza, fu che in quel caso si poteva ottenere un effetto maggiore sui visitatori, oltre ad un risparmio sui materiali (un prato in mattoncini può costare molto di più di un prato realizzato con l’erbetta sintetica ed il muschio), solo che per prima cosa non sarebbe più stato un diorama LEGO®, ma qualcosa d’altro, poi sarebbe sorto un problema non da poco: quanto e quale materiale non-LEGO® sarebbe accettabile, oltre il quale il risultato non è più considerato una creazione LEGO®?

Infine, un modo sicuro e veloce per farsi buttare fuori velocemente e definitivamente, non solo da quella esposizione a cui intendete partecipare, ma da tutti i gruppi di appassionati LEGO® del continente, è di presentarsi con una creazione contenente mattoncini “compatibili”: praticamente è come andare vestiti ad un raduno di naturisti, sei nel posto sbagliato.

Non voglio la luna, mi basta costruirla

Scherzi a parte, la regole da rispettare per le creazioni LEGO® riconosciute dalla comunità di appassionati sono poche, alla fin fine, ma quelle poche sono irrinunciabili.

L’apparente carenza di elementi specifici per realizzare un particolare o un dettaglio, una struttura complessa o un meccanismo specifico è proprio il motivo per cui l’uso esclusivo di mattoncini LEGO® sviluppa creatività, fantasia e intelligenza (nelle sue declinazioni di intelligenza spaziale e progettuale): il doversi inventare un modo per fare un elemento inesistente, come ad esempio un albero in fiore o un tetto in lamiera, sottopone il cervello del costruttore ad un esercizio senza paragoni, indipendentemente dall’età.

Concludo con un articolo di Andy Robertson su Forbes, in cui racconta di aver fatto ricorso alla supercolla per tenere insieme alcune parti della gru del porto di LEGO® City (set #7994) che il pargolo di 5 anni continuava a staccare per l’eccessivo peso di quello che sollevava. Quando il pargolo ha tentato di smontare la gru per costruire altro, ossia lo scopo principale dei mattoncini, si è trovato a non poter riutilizzare liberamente i pezzi incollati, ormai obbligati ad essere una gru e niente altro.

E’ una metafora del cosiddetto “potenziale umano”: se si lascia un bambino libero di scegliere, potenzialmente può diventare qualunque cosa. Se invece lo si costringe ad un modello preordinato, non potrà essere niente altro.

LEGO®: collezionismo, investimento, bene rifugio? Evitare il sensazionalismo (e qualche brutta sorpresa)

Nelle settimane passate gli amici che sanno della mia passione per i mattoncini mi hanno letteralmente tempestato di link ad articoli di testate nazionali che titolavano a gran voce “Il mattoncino come bene rifugio” o simili, lasciando intendere che c’è da far soldi a commerciare con i mattoncini.

Mattoncino salvadanaio, uno dei gadget ufficiali LEGO®

Mattoncino salvadanaio, uno dei gadget ufficiali LEGO®

Il tutto pare sia originato dalla notizia della vendita di un particolare set raro a prezzo elevatissimo (per una scatola di mattoncini), pari a quattro-cinque volte il prezzo di listino originale.

Non riporto i link agli articoli, è facile trovarli cercando le parole “mattoncino bene rifugio lego” in qualsiasi motore di ricerca.

Cosa c’è di vero? Tutto e niente, ma andiamo con ordine.

Collezionismo e investimento

Per un appassionato LEGO®, spendere un mucchio di soldi per un particolare set, fuori produzione da anni o raro perché in serie limitata o non distribuito nel posto in cui si vive, è cosa normale. Questo vale per qualsiasi collezionista, quale che sia l’oggetto della collezione.
Per le scatole di mattoncini il discorso della moltiplicazione del valore è legato ad alcune condizioni, generalmente conosciute ed accettate dai collezionisti:

  • Il valore della scatola è massimo se è ancora sigillata e imballata come appena acquistata, MISB nel gergo degli appassionati. A partire da questa condizione vi sono tutte le situazioni intermedie:
    1. scatola aperta con sacchetti in plastica interni chiusi
    2. scatola e sacchetti aperti, ma tutti i pezzi presenti e intatti, con le istruzioni
    3. tutti i mattoncini senza scatola, usati, con le istruzioni
    4. solo i mattoncini, senza istruzioni
    5. mattoncini mancanti, con istruzioni

    Il valore scende moltissimo a partire dalla seconda opzione, perché per un collezionista il set vale solo se è sigillato, per tendere al valore in peso dei soli mattoncini per gli ultimi due casi (parliamo di 10-15 euro al chilo per pezzi in buono stato).

  • Il set deve essere uscito di produzione. LEGO® normalmente tiene un set in produzione per tre anni (con le debite eccezioni), passati i quali viene terminata la commercializzazione.
  • Il set deve essere appetibile per un collezionista. Questa è la caratteristica più evanescente e difficile da prevedere a priori, anche se alcuni indizi possono aiutare:
    • Il set rappresenta qualcosa di particolare, spesso legato a film di successo o a qualcosa di universalmente noto e conosciuto. Un esempio sono i set del tema di Guerre Stellari, o quelli di monumenti come la torre Eiffel o il Taj Mahal.
    • Il set deve possedere una certa “corposità”, ossia deve essere composto da parecchi pezzi, a partire da un migliaio.
    • Può essere non disponibile nel posto dove vive il collezionista, come alcuni set promozionali o in edizione limitata.
  • Naturalmente, il set non deve essere facile da trovare in condizioni perfette, ossia ancora sigillato e integro

Se si sostituisce all’oggetto “set LEGO®” un qualsiasi altro oggetto “collezionabile” (fumetti, stampe, monete, francobolli e via così), si vede che le regole sono più o meno le stesse per tutti i collezionisti.

Leggendo la lista, quindi, qualcuno correrà a spulciare l’attuale catalogo per individuare i set più “appetibili” per un investimento. Ebbene, la brutta notizia è che le cose non sono per nulla così semplici e, come ogni cosa che riguardi l’umano comportamento, qui intervengono fattori di imprevedibilità e interferenza tipici: se tutti individuano un set come “appetibile” e lo acquistano per metterlo da parte, dopo un certo numero di anni vi saranno così tanti set disponibili MISB che varranno poco più del prezzo di listino originale, vanificando l’investimento; oppure un set indiscutibilmente, all’apparenza, destinato al successo, verrà snobbato dai collezionisti e usato solo come “parts pack”, ossia come pezzi sfusi da impiegare in altri progetti personali, assumendo il valore dei pezzi a peso o poco più.

Uno degli ingredienti fondamentali è che il mercato è e deve rimanere di nicchia, con poche persone coinvolte ed a livello sempre amatoriale: quando la cosa prende invece diffusione fra i non appassionati, ecco che diventa imprevedibile quale set aumenterà il proprio valore e quale invece rimarrà più o meno stabile, come pure si apre la strada a tutta una serie di “cattivi comportamenti” che vanno ad inquinare e appiattire il tutto ad un mero mercato finanziario, con tutti i rischi che ne conseguono.

Speculazioni e truffe

Proprio perché si tratta di appassionati, il mercato è molto di nicchia, e spesso i collezionisti si conoscono fra loro, a distanza o incontrandosi alle manifestazioni organizzate dagli appassionati e dedicate ai mattoncini (vedi gli appuntamenti annuali di Latina e Ballabio). Questo fa sì che i rapporti siano informali e orientati alla reciproca fiducia. Con l’arrivo delle “speculazioni” questa informalità diventa pericolosa per gli appassionati stessi, consentendo di approfittare della buona fede ed arrivando a vere e proprie truffe.

Nel 2012 una nota trasmissione di denuncia si occupò di una serie di brutte avventure subite da vari appassionati di LEGO® negli acquisti di set “rari” da collezione, rivelatisi inesistenti. Per la cronaca, sulle varie piattaforme di aste online e di annunci sono tuttora attivi parecchi account di venditori che con vari trucchi riescono ad intascare centinaia di euro ed a sparire senza che il malcapitato collezionista veda l’oggetto pagato. Esistono inoltre alcuni siti di e-commerce che offrono set rari a prezzi allettanti e pare che siano “creati ad arte” sull’onda della improvvisa notorietà del mattoncino, grazie proprio ai toni sensazionalistici degli articoli di cui parlavo in apertura.

Il problema è come riconoscerli: a parte le solite cautele, tipo usare sistemi di pagamento tracciabili e sicuri, occorre diffidare di offerte troppo allettanti (il classico “troppo bello per essere vero”), acquistando da venditori noti ed affidabili. Si tenga conto che anche sistemi di pagamento come quello di PayPal non offrono riparo sicuro dalle truffe: in alcuni casi il venditore “scorretto” ha inviato effettivamente un pacco, mostrando la ricevuta del corriere al momento della contestazione a PayPal, ma si è poi scoperto che aveva inviato il pacco a destinazioni “impossibili”, per cui, mentre il pacco giaceva nel limbo fra corriere, mittente e destinatario, scadevano i termini per la contestazione di PayPal, rendendo di fatto inutili tutte le precauzioni.

Una possibile strategia, se intendiamo diventare seriamente collezionisti di LEGO®, è di entrare a far parte dei gruppi di appassionati sparsi sul territorio italiano, reperibili su Internet. Partecipando all’attività di questi gruppi e incontrando altri appassionati agli eventi si potrà beneficiare della competenza in materia e della gentilezza di tanti, appassionati come noi, che ci sapranno mettere in guardia da speculatori e truffatori.

Un’altra possibilità è di controllare su BrickLink il prezzo medio di un set venduto nelle identiche condizioni: se il prezzo si dovesse discostare troppo da quello di BrickLink, soprattutto verso il basso, è molto probabile che ci sia qualcosa di poco chiaro.

Evitiamo di credere a storie tipiche dei venditori, tipo la vendita da parte di chi non sappia il valore dell’oggetto che propone o il doppio regalo: è un po’ come per le auto usate dove, guarda caso, l’auto proposta come vero affare è sempre di una persona anziana che l’ha usata poco e la teneva sempre in garage.

Non è proprio tutto così semplice

Alla fine, tutta questa convenienza negli investimenti a base di mattoncini non è proprio immediata: troppe sono le variabili e le incognite, e spesso l’impegno necessario per guadagnarci qualcosa non vale lo sforzo. Molti degli appassionati che conosco personalmente si lamentano che per seguire “gli affari” alla fine non toccano mattoncini per settimane, mentre altri a malapena riescono a coprire le spese relative al mantenimento della propria passione, spesso a scapito del tempo che vorrebbero dedicare ai mattoncini.

Molti hanno un “negozio” su BrickLink (il sito di compravendita dedicato interamente ai mattoncini), e la gestione dell’attività gli porta via parecchio tempo, sottraendolo sempre al poco che si ha per giocare, attività alla base della passione per il mattoncino, per cui qualcuno alla fine ha chiuso dopo qualche tempo, ridimensionando gli acquisti e riguadagnando tempo per creare e costruire.

In breve, per poter guadagnare cifre consistenti dai set LEGO®, dovrebbero essere soddisfatte parecchie condizioni, prima fra tutte l’investimento iniziale: è vero che alcuni set sono venduti a 10 volte il prezzo di listino originale, ma stiamo parlando di un migliaio di euro in totale. Per poter guadagnare seriamente occorrerebbe vendere almeno quattro set al mese in queste condizioni particolarmente favorevoli, e comunque si tratterebbe di un introito certamente non lucroso. Supponendo di individuare tre set l’anno destinati a diventare ricercati, si dovrebbero acquistare quantità consistenti, almeno 10 esemplari per set, e tenerli fermi per 5 anni almeno prima di poterli rivendere a prezzi “vantaggiosi”: significa che prima di cominciare a poter vendere qualcosa dobbiamo accumulare qualcosa come 150 scatole in un locale apposito (non in cantina o in soffitta: umidità e calore rovinano scatole e pezzi), tenendo fermo un investimento di oltre 20.000 euro. Immaginando di riuscire a venderli a quattro volte l’investimento iniziale avremmo, in teoria, 60.000 euro di guadagno lordo, ma a patto di essere solo noi ad aver fatto una cosa del genere: se altre 200 persone fanno la stessa cosa possiamo scordarci di riuscire a spuntare quei prezzi, ed ancora peggio se il set non diventa “ricercato”, cosa che niente e nessuno ci assicura.

Una cosa da ricordare è che non tutti i collezionisti sono disposti a sborsare cifre esorbitanti per pezzi rari, come pure non esistono abbastanza collezionisti per garantire un mercato redditizio agli speculatori.

Quindi, tolti i sensazionalismi e la tendenza a fare “scoop” su tutto e niente dell’informazione di massa, il gioco non vale la candela, a sentire gli stessi appassionati. Inoltre, il Gruppo LEGO® ha interesse alla massima diffusione del proprio prodotto, soprattutto fra i bambini (che saranno gli AFOL ed i genitori di domani), e da tempo adotta politiche piuttosto energiche per evitare fenomeni di accaparramento e garantire una ampia distribuzione dei propri prodotti.

Se poi intendete speculare su una passione di altri, beh, nessuno ve lo impedisce, ma tenete presente che le voci girano in fretta fra gli appassionati…

Link di riferimento

Romabrick – gruppo di appassionati LEGO® di Roma
ItLUG – Italian LEGO® User Group, gruppo italiano di appassionati LEGO®
BrickLink – sito di compravendita di materiale LEGO® fra privati
BrickWiki – un Wiki gestito da appassionati LEGO®
Glossario su Brothers Brick – termini ed acronimi usati dagli appassionati
BrickPicker – informazioni per chi vuole massimizzare l’investimento in mattoncini

1,21 Gigawatt finalmente in mattoncini, grande Giove!

Il team di LEGO® CUUSOO® ha deliberato il prossimo modello creato da un fan che verrà commercializzato come set ufficiale: la DeLorean “truccata” da “Doc” Brown di Ritorno al Futuro.

La DeLorean del secondo episodio di Ritorno al Futuro, in mattoncini (è una bozza, il modello definitivo sarà parecchio differente)

La DeLorean del secondo episodio di Ritorno al Futuro, in mattoncini (è una bozza, il modello definitivo sarà parecchio differente)

Qui c’è l’annuncio sul blog di CUUSOO, e questo sotto è il video di presentazione:

Il gruppo di fan che ha proposto il modello della DeLorean ha deciso che devolverà alla Fondazione Michael J. Fox per la ricerca sulla cura del morbo di Parkinson la percentuale che gli spetta come ideatore del set per ogni esemplare venduto.

La commercializzazione è prevista per la metà del 2013, nulla si conosce ancora sul modello definitivo e sul prezzo.

Guida ai regali di Natale. A mattoncini, che altro?

Certamente la crisi sta devastando i nostri portafogli, inutile negarlo. Proprio per questo motivo, mi sento di consigliare LEGO®, se non altro perché è il Gioco Infinito™.

L'albero di Natale in casa nostra è di LEGO®

L’albero di Natale in casa nostra è di LEGO®

Per chi ha un budget limitato

Tenendoci sotto i 20 euro, la scelta rimane ampia e per tutti i gusti. Praticamente per ogni tema vi sono scatoline con prezzi da 5 a 20 euro: City, Star Wars, Dino, Friends, Hero Factory, Technic, Creator, e via così.

Se il portafogli è proprio vuoto, ci sono le Minifigure da collezione, con prezzi intorno ai 2-3 euro a bustina.

Per prendere scatole un po’ più consistenti allo stesso prezzo, sono da preferire i set senza licenza, ossia quelli non appartenenti a temi di film, personaggi dei fumetti o dei cartoni, che costano un po’ di più a parità di contenuto per ovvi motivi.

Per il pubblico femminile

Come ho già puntualizzato in passato, un giocattolo è asessuato, siamo noi a conferirgli una etichetta “da maschio” o “da femmina”.

Vi sono tantissimi set LEGO® che possono essere graditi ad entrambi i sessi, al netto di temi specifici come Friends o Harry Potter™. In particolare, i temi City e Creator offrono molti spunti per un regalo gradito, proprio perché senza eccessive connotazioni maschili o femminili.

Poi, basta sentire i bambini e ci si toglie ogni dubbio: mia nipote di 10 anni vuole un aereo LEGO®, Luigi vuole la Villetta di Olivia (che piace molto anche a me, ma io non faccio testo).

Anche qui si parte da 5 euro e la scelta è molto ampia.

Per i grandi

Ho scritto al servizio clienti LEGO® protestando (scherzosamente) per la presenza di un limite superiore di età indicato sulle scatole dei set: capisco che un bimbo piccolo non possa trarre diletto dai mattoncini, ma perché limitare ad un dodicenne il godimento di un treno come questo?

Non si smette di giocare perché si diventa vecchi, ma si diventa vecchi perché si smette di giocare (Fabio Volo)

Non è che Volo mi piaccia molto, ma la sua frase è assolutamente azzeccata. Quindi, niente paura, vi posso assicurare che dopo un primo momento di imbarazzo anche l’adulto più serioso e compassato si abbandona al piacere di maneggiare mattoncini colorati.

In più, vi sono temi pensati per gli adulti, vediamone qualcuno:

  • Architecture: riproduzione in miniatura di edifici e monumenti famosi in tutto il mondo
  • Technic: vi sono alcuni set che richiedono abilità particolari per essere montati, e sono una sfida piacevole anche per il costruttore più esigente. Senza contare la possibilità per molti set di essere motorizzati e telecomandati, fino al tema Mindstorms, che coniuga LEGO®, Technic™, robotica e programmazione, il massimo per un geek
  • Gli edifici modulari: una serie di modelli di edifici ricchissimi di dettagli e di grande figura.
  • La serie “Advanced models”: qui i soggetti sono vari, e comprendono la navetta Shuttle, un modello del Tower Bridge di Londra, il van Volkswagen T1, il Sopwith Camel. Ce n’è per tutti i gusti.

Naturalmente, niente ci impedisce di scegliere una delle case della serie Creator o uno dei set del Villaggio invernale.

I prezzi sono per forza di cose più alti, ma girando per centri commerciali e online si può prendere una cosa dignitosa e di figura con meno di trenta euro.

Giochi da tavolo

Per gli appassionati di giochi di società c’è ampia scelta: dal bellissimo Creationary, dove si deve far indovinare alla propria squadra qualcosa creandolo con i mattoncini, ai giochi a tema come La battaglia di Hoth, ispirato all’episodio “L’impero colpisce ancora”.

I prezzi vanno dai dieci euro per i più semplici a oltre trenta per quelli su licenza.

Gadget

Destinati più ai veri fanatici di LEGO®, ci sono i gadget come orologi da polso e da tavolo, tazze, portapenne, magneti da frigorifero, salvadanai, cornici per foto. Sotto la categoria apposita c’è un po’ di tutto, sempre a tema mattoncini.

Senza dimenticare i portachiavi, presenti in forze e in tantissime varianti, anche se i personaggi di Star Wars dominano.

In prossimità delle festività si trovano anche piccoli oggetti come ad esempio ornamenti per l’albero di Natale, o la carta per i regali. Addirittura c’è la decorazione per la torta nuziale.

I gadget hanno in generale prezzi contenuti, anche se sono difficili da trovare, e spesso sono disponibili solo sul sito ufficiale LEGO®.

Per i più piccoli

La serie LEGO® Duplo® offre ampia scelta anche per i bimbi più esigenti: dai trenini elettrici alle principesse delle fiabe, dai mattoncini sfusi alle storie di Cars® o di Winnie The Pooh, senza dimenticare animali e attività con lettere e numeri.

Anche qui, come per molte categorie, ce n’è per tutte le tasche, da 5 euro in su.

Da evitare

Come per tutte le cose, è da evitare il regalo “ad ogni costo” e all’ultimo minuto. Occorre pensarci per tempo, spesso anche acquistando durante l’anno in occasione di offerte speciali e saldi.

Allo stesso modo è da evitare di insistere a regalare LEGO® a chi mostra di non apprezzarne le qualità: niente mi intristisce di più di mattoncini buttati nella spazzatura o dispersi in mezzo a montagne di paccottiglia senza valore.

Buone feste, e mi raccomando: nessuno è troppo vecchio per maneggiare mattoncini.

Extreme AFOL: costruire “legalmente” (II parte)

Proseguiamo con la nostra chiacchierata sui modi corretti di usare i mattoncini.
(La prima parte è qui)

Di coni, cilindri ed altri solidi

Uno dei problemi ricorrenti è quello della fessurazione di particolari punti dei mattoncini. A volte è un problema di come viene stampato un pezzo, altre volte è un problema di connessioni errate.

Un cono, un cilindro ed un mattoncino

Un cono, un cilindro ed un mattoncino

Nella foto sopra sono mostrati i nostri tre collaboratori per il prossimo esempio. L’inserimento del cilindro verde sotto il mattoncino arancio non pone alcun problema: la dimensione del cilindro è tale che una volta inserito completamente il bottoncino l’incastro è stabile e non può procedere oltre.

L'incastro con il cilindro non crea alcun problema

L’incastro con il cilindro non crea alcun problema

Se andiamo a inserire invece il cono grigio abbiamo un problema: è vero che la parte superiore del cono è esattamente della dimensione di un bottoncino, ma se insistiamo con la pressione otterremo di inserire più profondamente il cono nella parte inferiore del mattoncino arancio, causandone con un effetto cuneo la fessurazione delle superfici laterali.

Il cono a destra è molto più recente di quello a sinistra

Il cono a destra è molto più recente di quello a sinistra

Per ovviare in parte a questo problema, LEGO ha provveduto a modificare leggermente lo stampo del cono, come mostrato in foto sopra: il cono grigio ha una leggera scanalatura che nelle intenzioni dei progettisti dovrebbe impedire al cono di inserirsi troppo profondamente nel mattoncino superiore e operare come cuneo.

Assi per ruote

Ritorniamo un momento sul problema dei pin sottoposti a sforzi eccessivi.

Un uso "creativo" per gli assi delle ruote

Un uso “creativo” per gli assi delle ruote

L’elemento nero in foto (part #6157) normalmente è utilizzato come asse per le ruote di piccola taglia. Nulla vieta di utilizzarlo in altri modi, tanto che il diametro dell’asse è compatibile con gli elementi a clip che di solito fanno da cerniera (ad esempio part #6019 o #63868).

Il pezzo grigio va bene, quello bianco no

Il pezzo grigio va bene, quello bianco no

Nella foto sopra, l’incastro con il pezzo bianco (part #4081) è da considerarsi errato: il motivo è lo stesso che abbiamo visto per i pin Technic™, ossia che l’asse è composto da un elemento elastico che deve raggiungere la posizione di riposo ad incastro avvenuto. Con il pezzo bianco questo non avviene mai, quindi si ottiene di rovinare irrimediabilmente l’asse.

Non è tutto ABS quello che…

I mattoncini non sono tutti dello stesso materiale. I pezzi trasparenti, per esempio, sono di policarbonato, non di ABS.

I trasparenti sono di policarbonato, i grigi di ABS

I trasparenti sono di policarbonato, i grigi di ABS

Nella foto sopra, i due pezzi trasparenti sono di policarbonato, più resistente dell’ABS, ma con un difetto: tende a sviluppare un attrito elevato quando è a contatto con altri materiali.

Incastri piuttosto solidi, ma utilizzabili

Incastri piuttosto solidi, ma utilizzabili

Incastrando parti in ABS con parti in policarbonato, si nota che la forza necessaria è maggiore che incastrando fra loro ad esempio il cono e il pin grigio in foto.

Qui serve una forza superiore

Qui serve una forza superiore

Nel caso mostrato in foto, le cose si fanno interessanti: la forza necessaria a incastrare i due pezzi è notevole, e separarli è ancor più faticoso, anche perché manca una presa efficace.

Forzalo abbastanza, e si romperà

In qualche caso l’incastro “illegale” lo è al punto da causare danni immediati ai mattoncini.

Quattro pezzetti innocenti

Quattro pezzetti innocenti

I quattro pezzi mostrati in figura possono essere incastrati in vari modi, ma due in particolare sono da evitare.

Questi due sono da evitare

Questi due sono da evitare

Quelli mostrati in foto, apparentemente innocui, sono invece dannosissimi. Quello di sinistra deforma sia la piastra incastrata che i bottoncini fra cui è bloccata. Nel passato sono stati messi in commercio set ufficiali che usavano questa tecnica (set #605, #644, #10021-1), ma è stata completamente abbandonata.

Quello a destra, fra la piccola piastra grigia con clip (part #2555) e la mattonella verde 2×2 è micidiale.

Cose che succedono a chi non rispetta le regole

Cose che succedono a chi non rispetta le regole

Mentre incastravo i due pezzi per fare la foto ho udito distintamente un “crack”. Ecco il risultato, miglior dimostrazione possibile di come il rispettare le pratiche consigliate di costruzione eviti stress a mattoncini ed a noi.

“Lego: The Piece of Resistance”, un film a mattoncini

Le voci non sono più voci.

Si parla di un film realizzato interamente sul tema dei mattoncini, protagoniste le minifigure. Sicuramente ci saranno Batman e Superman, e c’è un abbozzo di trama:

“Una normale minifigura, scambiata erroneamente per lo straordinario MasterBuilder (Supremo Costruttore), viene arruolata da un gruppo di eroi per combattere un tiranno che sta incollando insieme l’universo.”

Sarà in computergraphic, come gran parte dei filmati già presenti sui siti ufficiali LEGO®, e tutto basato su ambienti costruiti a mattoncini, con modelli probabilmente sia presi dai set ufficiali, sia creati appositamente.

Diretto da Phil Lord e Chris Miller (Piovono Polpette), fra le voci ci saranno Will Arnett (Cattivissimo me, Mostri contro Alieni), Morgan Freeman e Elizabeth Banks

L’uscita è prevista per febbraio 2014.

(Notizie da: IMDB, Iheartchaos e GeekyTyrant)

Extreme AFOL: costruire “legalmente” (I parte)

I “mattoncini” LEGO® esistono in moltissime forme differenti, anche se quando si parla di mattoncini il pensiero va immediatamente al classico elemento 2×4, inevitabilmente rosso.

Mattoncini? Eh, sì.

Mattoncini? Eh, sì.

Nella foto sopra si possono vedere alcuni “mattoncini” presenti in un moderno set: forme complesse, superfici curve o angolate, materiali e colori particolari. Se poi aggiungiamo gli elementi Technic™, le cose si fanno interessanti.

Se pochi mattoncini 2×4 possono essere connessi in milioni di modi differenti, figuriamoci quando si aggiungono un migliaio di pezzi di forma varia, tutti in qualche modo “connettibili” fra loro.

Stressare i pezzi (e non solo quelli)

Sebbene molti elementi abbiano più possibilità di connessione, non tutti i metodi ed i modi sono ritenuti “legali”. Ad esempio, i fori sui mattoncini Technic™ hanno apparentemente lo stesso diametro dei bottoncini, ma la connessione è considerata “da evitare”, e difficilmente la troveremo in un set ufficiale.

Naturalmente, le creazioni originali degli appassionati (MOC) non hanno nessun obbligo di rispettare alcuna regola, ma vi sono scuole di pensiero contrastanti in merito. Pensavate fosse tutto facile, eh?

Sfogliando questa discussione su Eurobricks, ho trovato un link ad una presentazione di Jamie Berard (PDF) dell’agosto 2006 che mostra gli incastri ritenuti “illegali” e ne spiega le ragioni, che si possono ridurre ad una sola: evitare di deformare o rovinare gli elementi sottoponendoli ad uno sforzo o ad una pressione per la quale non sono progettati.

Correttamente, più che parlare di tecniche “illegali” di incastro, e quindi di costruzione, possiamo parlare di migliori prassi di costruzione o, per usare una terminologia universale, le best practices di costruzione.

Vediamo qualche esempio.

Non tutti i fori sono uguali

Prendiamo tre piccoli elementi: #4070, #87087 e #6541.

Due mattoncini normali ed uno Technic™

Due mattoncini normali ed uno Technic™

Per quello verde è mostrato fronte e retro per evidenziare il foro quadrato che ha nella parte posteriore.

La non completa compatibilità fra elementi Technic™ e gli altri

La non completa compatibilità fra elementi Technic™ e gli altri

L’incastro a sinistra, per quanto inconsueto, è ritenuto accettabile. Quello a destra è sconsigliato per due motivi:

  • Il bottoncino del pezzo grigio è inserito nel foro del pezzo Technic™ giallo: il foro Technic™ non è sufficientemente “elastico” da permettere un inserimento agevole del bottoncino, e tende a deformarlo. Occorre fra l’altro una forza molto maggiore per unire e separare i due pezzi connessi in questo modo.
  • Il centro del foro Technic™ ed il centro geometrico del bottoncino laterale del pezzo grigio non sono perfettamente allineati: il foro sul mattoncino Technic™ è 0,18 mm più in alto. Pochissimo, certo, ma sufficiente per disallineare in altezza i due elementi, come mostrato dal pezzo rosso aggiunto sotto: sotto il pezzo grigio è evidente la presenza di uno spazio vuoto, a dimostrazione del differente allineamento.

Tutto per un click

I perni Technic™ esistono in varie misure e forme, e per tutti esistono regole per il corretto uso.

Perni e mattoncini Technic™

Perni e mattoncini Technic™

Riprendiamo il mattoncino Technic™ di prima, #6541, e due perni di differente misura: #3673, a lunghezza piena, #32002, che ha un’estremità che è esattamente la metà.
I due perni possono essere inseriti nel foro del mattoncino giallo, ma quello grigio scuro, se inserito dal lato più corto, rimane compresso fra le pareti del foro, senza raggiungere la posizione di riposo.

Il pin grigio scuro non si blocca se inserito dal lato corto

Il pin grigio scuro non si blocca se inserito dal lato corto

Se inserito dal lato corto, il pin non emette il caratteristico “click” che indica il raggiungimento della posizione di riposo.
Il risultato è che l’estremità del pin è costantemente sottoposta a pressione.

Il pin di destra è deformato

Il pin di destra è deformato

Nella foto sopra si vede l’effetto di un incastro in cui il pin non ha raggiunto la posizione di riposo, ossia non ha fatto il “click”. E’ piuttosto evidente che il pin di destra ha le due metà dell’estremità ravvicinate e piegate in punta: questo pin non regge più l’incastro e tende a sfilarsi facilmente dal foro in cui è inserito.

L'unico incastro valido è quello in verde

L’unico incastro valido è quello in verde

Nella foto sopra sono evidenziati in rosso gli incastri che provocano il tipo di deformazione dei pin mostrato subito sopra. L’unico valido è quello con il mezzo pin con bottoncino (part #4274), tutti gli altri portano al deterioramento del pin. Lo stesso succede se l’incastro è fra pin ed i cilindretti nella parte inferiore dei mattoncini, dato che il diametro interno dei cilindretti è addirittura inferiore a quello del foro nel mattoncino 1×1 cilindrico verde mostrato in figura.

Usa la forza, quella che serve

Una regola generale è che gli incastri devono essere gestibili da un bambino di sette anni, quindi non devono essere troppo complicati, né richiedere una forza di unione o separazione superiore al normale incastro fra due mattoncini 2×4.

Incastri al limite

Incastri al limite

Nella foto sopra l’incastro fra il mattoncino giallo e quello azzurro è ammesso, ma sconsigliato. Nel riquadro con il bordo rosso è mostrato il perché: se si intende aggiungere un altro mattoncino sopra quello giallo che sporga a coprire quello azzurro, l’incastro sarà obliquo, anche se di poco, per i famosi 0,18mm di disallineamento di cui parlavamo sopra.

Se poi andiamo ad incastrare un pezzo con più di un bottoncino, come nella parte alta in foto, lo sforzo richiesto per unire e staccare i pezzi è notevole, tale che difficilmente un bambino ci riuscirà. E’ vero che esistono incastri molto difficili da separare (ad esempio due piastre 2×8 sovrapposte), ma ricorrendo ai separatori la divisione non richiede grande sforzo, mentre nella situazione mostrata in foto non c’è possibilità di usarli, non disponendo di una presa efficace.

(Fine della prima parte)