LEGO® Friends, sessismo, polemiche e Luigi

I mattoncini LEGO® non sembrano molto popolari fra le bambine, e i motivi sono tutti da capire. Per questa ragione, il marketing della nostra azienda preferita si è dato da fare per creare un tema che fosse gradito al pubblico femminile, il tema Friends™, appunto.

Le polemiche sono esplose ben prima del rilascio dei nuovi set, e su argomenti in generale condivisibili, prima fra tutti l’accusa di aver costruito un giocattolo sessista, ossia che faccia distinzione esplicita fra i sessi.

Scherziamoci un po' sopra

Scherziamoci un po' sopra (da FBTB)

Qualcuno ha provato ad alleggerire i toni scherzandoci su, mostrando una vignetta dove una minifig femmina “classic” si mostra invidiosa delle forme leggermente più femminili delle nuove minifig del tema Friends.

Il gruppo LEGO® ha provato più volte a commercializzare prodotti orientati al pubblico femminile, ma sempre con esiti deludenti. Ricordiamo i precedenti temi Scala, Belville, Paradisa, ad esempio: tutti hanno avuto minor fortuna di qualsiasi altro tema.

Non ho suggerimenti per il settore marketing del gruppo LEGO, né pretendo di fare alcuna analisi socio-culturale del problema, ma vorrei condividere un paio di pensieri sull’argomento.

Per prima cosa, i giocattoli non hanno sesso. Nel senso che un gioco, di per sé, non ha connotazioni maschili o femminili. Siamo noi adulti, con i nostri condizionamenti culturali, a dare un sesso al giocattolo: la bambole sono da femmina, il pallone è da maschio. E ci guardiamo bene dal contraddire questa regola, regalando al nostro maschietto una cucina con i pentolini o alla nostra bimba una pala meccanica.

Qualche tempo addietro, una proprietaria di negozio di giocattoli, molto conosciuto a Roma, mi disse che sono i genitori a non pensare minimamente alla LEGO come giocattolo da regalare ad una bimba. Eppure vi sono molti set che piacciono davvero al pubblico femminile, quindi il problema è convincere gli adulti che i mattoncini sono adatti a tutti, indistintamente. Forse è proprio a questo che il marketing ha pensato, quando ha creato una linea fortemente “caratterizzata” al femminile, tanto da rasentare pericolosamente l’abisso hellokittiano: il messaggio è per gli adulti, non per i piccoli.

Fatto sta che, nonostante le polemiche, le scatole di LEGO Friends™ non fanno in tempo a prendere polvere sugli scaffali, vanno via come il pane, segno che, dopotutto, il marketing LEGO ha visto giusto.

Luigi, il mio giovane padawan, ha ulteriormente smentito ogni preoccupazione riguardo al sessismo: non ha esitato ad agguantare la scatola della casa sull’albero di Olivia appena vi è arrivato a tiro. E potete star certi che non mi sono fatto alcuno scrupolo nel regalare una cosa da femmine ad un maschietto.

Da parte mia, pur tenendo conto della mia totale parzialità di giudizio, vi posso dire che i set Friends sono proprio belli, gradevoli alla vista e assolutamente geniali come realizzazione.

Per il resto, mia nipote probabilmente al prossimo compleanno riceverà un set con un aereo di qualche tipo, mentre ho intenzione di acquistare per me un paio di set dal tema Friends.

3 risposte a “LEGO® Friends, sessismo, polemiche e Luigi

  1. Sai non conoscevo il tuo blog, l’ho trovato per caso, linkato qui: http://www.toysblog.it/
    ho dato uno sguardo un pò in giro, ho letto varia rticoli. questo mi sembra uno dei migliori. Più che altro perchè tratta l’argomeno con molta obbiettività e senza pregiudizi fra mattoncini rosa, verdi o gialli. Mi piace molto il tuo blog. Complimenti. Io sono un collezionista lego…ma lo sono stato a fasi alterne. Nel senso nei primi anni in cuoi li ho scoperto, a 7 li compravo per la loro possiblità di poterli combinare in un’infinità di modi. Li montavo, non ci giocavo per più di 2 minuti, che li rismontavo e ne rimontavo da capo in un altro modo, oppure facendo tut’altro che un castello dal set appena comprato, che andava dal robor al drago. Ma poi non li presi più dopo qualche anno, anche epr una difficoltà a reperire quelli che mi paicevano…era mooolto più semplice trovare i tecnichs che non mi son mai piaciuti, che non i set della city o del castello. Ora che ne ho 32, li ho riiniziati aprendere da qualche anno..mi mangio le mani per non aver qualche set vecchi che mi piaceva molto come il porto…ma sto recuperando con qeulli nuovi. Ora eprò li monto e li espongo sulle mensole, A mò di oggetti da collezione. Ma li trovo sempre ben fatti e bellissimi. Non ho mai fatto distinzione con i lego come giocattolo maschile, anche quando uscì paradisa mi sembrava normale avere la città costiera e più stle beverli hills nella mia città ideale. I set friends son carine, eccetto per le minifig che non mi piacciono per nulla, e hanno inserito molti pezzi interessanti, non sapevo di questo “problema” di sesso😄. Bell’articolo, ancora complimenti! E scusa se mi sono dilungano, non accadrà più🙂

    • Ciao Vittorio, grazie per essere passato di qui e per aver trovato il tempo di scrivere.
      Dilungati pure, sono i commenti come il tuo che rendono “vivo” un sito🙂

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