Mattoncini, idee, creazioni e depressione da AFOL

Tutti i costruttori prima o poi ci si trovano invischiati. Tutti quei mattoncini nelle scatole, di tanti colori e forme differenti, ma ti pare che non riesca a costruire qualcosa di spettacolare, io?

Si parte pieni di idee ed entusiasmo, si tuffano le mani nelle scatole alla ricerca dei pezzi giusti, con in mente un’immagine sfolgorante di quella che sarà la nostra creazione una volta terminata.

C’è una cosa da non fare mai: andare su Internet per cercare ispirazione o suggerimenti. Ci si imbatte in persone come Legohaulic o cosette come il super-incrociatore di classe Venator (o magari i diorama di Latina…) e in un momento ci viene la depressione. O nel caso migliore ci diciamo: “ecco, faccio questo!” (che forse è peggio della depressione).

Praticamente identico... più o meno

Praticamente identico… più o meno

Sappiamo tutti come finisce. La vignetta qui sopra usa ampiamente il linguaggio dei meme, ma è esatta in tutto, tranne per un dettaglio non di poco conto: quello nel penultimo riquadro è un CubeDude™, realizzazione di Angus MacLane, di cui avevo già parlato, un AFOL di quelli bravi. Magari riuscissimo a realizzare qualcosa come i CubeDude…

La mia esperienza è proprio questa ed immagino che sia quella di molti costruttori, a sentire in giro e leggere nei forum degli appassionati. Il rischio è che a vedere cose bellissime come quelle che si trovano in Rete ci si ritenga delle nullità, abbandonando da subito l’opera di creazione.

Essere un AFOL nella stessa situazione mi ha fatto pensare un poco, ed alla fine mi sono deciso a buttar giù un po’ di regole per superare questa forma di blocco psicologico, che ci porta spesso a rinunciare al beneficio fisico e mentale di maneggiare mattoncini.

“LA” regola: non deve essere un lavoro

Parto con la Regola Prima, che spesso mi dimentico e devo ripetermi in continuazione. Se deve diventare un lavoro, allora non è più divertente.
Quindi:

  • Niente scadenze e limiti temporali
  • Niente obbiettivi prefissati

Le scadenze e gli obbiettivi sono elementi tipici dell’attività lavorativa, quindi sono da ritenere dei campanelli d’allarme.

Le MOC richiedono mesi di lavoro

Questa è una cosa che i principianti, come costruttori di MOC (acronimo di My Own Creation, la mia creazione) non sanno e che crea il senso di frustrazione che tutti conosciamo: perché io non ci riesco?
In qualche caso si arriva a pensare che i costruttori esperti abbiano qualche segreto, ma non è così. Il problema è che tendiamo a rapportare il tempo di creazione di una MOC con il tempo di costruzione di un set di pari dimensioni e numero di pezzi: un costruttore abile può arrivare a montare completamente un set con un migliaio di pezzi in una manciata di ore, ma lo stesso costruttore potrebbe non essere in grado di creare una singola MOC di pochi pezzi.
Le MOC richiedono tempo, tanto, e pazienza. I metodi di progetto sono tanti, e non è questo l’argomento che voglio trattare, meriterebbe un volume a parte, come pure le tecniche di creazione impiegate dal singolo costruttore.
Alcune regole di sopravvivenza:

  • Partire in piccolo: anche se si dispone di una collezione estesissima di mattoncini, le nostre capacità di costruzione devono essere affinate gradualmente. Inoltre, pensando a piccoli progetti, viene più facile arrivare al termine, evitando così l’abbandono per eccessiva complessità o per mancanza di pezzi “giusti”. Se si abbandonano in continuazione i progetti per via dell’eccessiva complessità si finisce per stancarsi e cadere nella trappola del “non sono capace”, devastante e distruttiva.
  • Orientarsi ai “temi” più graditi: castelli e villaggi del medioevo, treni, palazzi di città, veicoli, aerei, ce n’è per tutti i gusti. Scegliere sempre quello che piace e per cui ci si sente più portati è un ulteriore punto a favore del successo.
  • Non avere fretta: per una piccola automobile ci possono volere decine di ore di tentativi per ottenere il risultato voluto. Ma la soddisfazione è enorme, quando si ha in mano il modello finito, potete giurarci.
  • Migliorare ed arricchire: una volta finito il modello, si può pensare a come migliorare quelli che sono i punti deboli, o come arricchirlo di dettagli che lo rendano più gradevole e riconoscibile.

Un buon metodo per iniziare è usare i set ufficiali come base di partenza, aggiungendo dettagli o modificando alcune parti del modello, oppure provare a costruire qualcosa di un set ufficiale che non si possiede: il dover derivare la tecnica di costruzione dall’immagine e il dover andare per sostituzione con i pezzi mancanti sono due grandi esercizi.

Le MOC richiedono una collezione estesa di pezzi

Tipicamente, si tratta di un fattore dieci o più: se si vuole realizzare un modello con i colori ed i pezzi giusti, occorre avere almeno dieci volte più pezzi di quelli che alla fine costituiranno il modello.
Questo a meno di avere invece un progetto specifico già completo di tutti i dettagli: in questo caso si procede ad acquistare solo quello che serve per realizzarlo, usando BrickLink o il “Pick a Brick” dello Shop LEGO sul web per i pezzi più rari o non compresi nei set ufficiali nei colori e quantità necessarie.
Non è proprio semplice, e non è più solo un gioco quando si arriva a questo punto, per cui questo potrebbe essere un livello successivo, quando saremo diventati veramente bravi.
Se la nostra collezione è creata a partire dai set ufficiali acquistati è difficile che possa annoverare tutti i pezzi necessari per una MOC di una certa dimensione quindi, di nuovo, conviene partire in piccolo.
Di contro, trovarsi a risolvere il problema di costruire un determinato modello con pochi pezzi è un esercizio notevole per un costruttore che si rispetti: avendo a disposizione una collezione infinita di pezzi potrebbe essere più semplice la realizzazione di modelli gradevoli per via dell’uniformità dei colori. Provare a costruire qualcosa con i pezzi di uno, massimo due, set medio-piccoli è un esercizio difficilissimo, ma di grande stimolo per il numero di problemi da affrontare e risolvere: non tutto viene per nuocere e qualche volta l’accostamento di colori o le forme che vengono fuori da un set limitato di pezzi può avere effetti imprevedibilmente migliori dell’avere una dotazione immensa di pezzi in tutti i colori.

Rubare e copiare

Pablo Picasso diceva: “L’artista mediocre copia, il genio ruba”. Copiare è un ottimo metodo per imparare le tecniche di costruzione: quando se ne saranno copiate innumerevoli, ecco che avremo finalmente un nostro arsenale di tecniche costruttive, che non saranno più un mero “riprodurre”, ma un applicare la conoscenza acquisita, sicuramente migliorata, con l’inevitabile impronta personale. Questo è “rubare” nel senso positivo del termine: prendere l’idea di un altro e svilupparla verso direzioni impensate.

Inventario e ordinamento dei pezzi

Se la nostra collezione di mattoncini è sufficientemente grande, una fonte di ispirazione è farne l’inventario. Un’altra è riordinare i pezzi suddividendoli per tipo o colore.
Spesso capita di non ricordare più di avere un determinato pezzo di un certo tipo, o di avere così tanti pezzi di quel colore. Avere sotto controllo la propria collezione di pezzi è un ottimo modo per avere ispirazione.
A me personalmente rilassa molto fare la suddivisione per tipo e colore ma, come sempre, non deve essere un lavoro.

Giocare, giocare, giocare e ancora giocare

Prender pezzi e mettersi a costruire senza meta e senza scopo, per quanto possa sembrare una perdita di tempo (regola prima: non è un lavoro!) è un ottimo modo per inventare qualcosa da usare poi. Senza accorgermene, spesso costruisco frontali di auto e autocarri, con fari, griglia del radiatore, paraurti. Così, semplicemente prendendo un po’ di pezzi e mettendoli insieme.
Pur sembrando qualcosa di inutile, non producendo mai nulla di “finito”, ora mi sono abbastanza impratichito nella tecnica. Quando volessi costruire un’auto o un autocarro, non avrei alcun problema a farne il frontale. E’ un gioco, ma è un gioco serio, non dimentichiamolo mai.

Vanità, narcisismo e protagonismo: i tre MOC-killer

Inutile nasconderlo e ingannarci: vogliamo creare per vedere l’espressione meravigliata nelle facce di quelli a cui mostreremo l’opera, cosa che per molti (me compreso) non ha prezzo.
Proprio per questo, occorre evitare come la peste il costruire per mostrare. Le mie (pochissime) creazioni che giudico migliori sono quelle che ho fatto per me.

Sotto con i mattoncini!

La depressione del costruttore AFOL (e non solo) è una brutta bestia, che ho il sospetto tragga origine dalla nostra vita frenetica, dove deve essere “tutto&subito” altrimenti niente.
Creare è mettersi seduti (o sdraiati su un prato) e lasciar vagare il pensiero, magari aiutati da una manciata di mattoncini colorati in cui far scorrere le dita.
Prendiamo esempio dai bambini: son secoli che fabbricano castelli di sabbia, eppure nessuno ha mai detto o pensato che non ne valesse la pena perché tutti i possibili castelli sono stati creati.

E state pur certi che tutti i castelli di sabbia avranno un fossato pieno di coccodrilli ed un ponte levatoio!

3 risposte a “Mattoncini, idee, creazioni e depressione da AFOL

  1. Complimenti per l’articolo, rappresenta molto bene le frustrazioni degli AFOL che si avvicinano al mondo delle MOC. Anche se, in fondo, sin da bambini facevamo MOC, solo che non le chiamavamo così!
    Il rischio per un adulto è quello di voler competere, involontariamente, con le stupende costruzioni che si trovano in rete, specialmente su Flickr. Ma non tutti abbiamo l’esperienza, il tempo libero e l’arsenale di pezzi a disposizione.
    Eppure, se si ha il coraggio di esporre le proprie MOC sul web, per esempio su un forum o su un blog, oppure ad un evento, si scopre che non occorre essere all’altezza di LEGOhaulic nè possedere decine di migliaia di pezzi per essere apprezzati, e i commenti positivi ricevuti possono essere di stimolo per continuare a costruire!

    • Ciao Giovanni,
      il senso era proprio quello: se andiamo a confrontarci con quelli che sono (secondo me) veri e propri “artisti del mattoncino”, perderemmo la voglia di creare cose come i bellissimi diorama City e Castle di Latina, che invece hanno riscosso un gran successo.

  2. Pingback: Ancora due parole sulle creazioni | LEGO per adulti