Proteggere l’investimento in mattoncini

Comprare mattoncini, per un AFOL, è senza dubbio un investimento.
Come tutte le cose materiali, anche i mattoncini sono sottoposti ai rigori del tempo che passa, ed invecchiano più o meno bene in funzione anche di come vengono trattati.

Ci sono delle piccole accortezze che possono prolungare di molto la vita dei nostri amati mattoncini, e mantenerli giovani a lungo. Non costano praticamente nulla e il beneficio è notevole: vediamole.

Lontano dalla luce solare

Il materiale di cui sono composti i mattoncini è un tipo plastica chiamata ABS (Acrilonitrile butadiene stirene), a cui vengono aggiunti degli additivi specifici (coloranti, stabilizzanti, ritardanti di fiamma, ecc.) sia per renderli lavorabili che per rispondere alle normative in materia di giocattoli: ad esempio viene aggiunto un ritardante di fiamma che rallenta molto la combustione (che per la maggior parte delle materie plastiche è veloce e sviluppa molto calore).

Sia questi additivi, che la plastica stessa, sono sensibili ai raggi ultravioletti, che provocano varie reazioni chimiche degenerative, principalmente di decomposizione con il rilascio di sostanze aggressive con effetti deleteri: l’indurimento del materiale, che porta ad una maggiore fragilità, e l’ossidazione, che produce il noto ingiallimento dei mattoncini che ben conosciamo. Un ottimo articolo che parla del problema è sul sito di Vintage computer, dove propone anche un metodo per sbiancare di nuovo le plastiche ingiallite.

L'ingiallimento dei mattoncini

L’ingiallimento dei mattoncini

Nella foto sopra si vede bene il fenomeno, in vari stadi di gravità: da destra, dove il pezzo è color panna, a sinistra, dove la faccia mostrata ha un colore praticamente identico al “brick yellow” usato da LEGO per i propri mattoncini. La cosa curiosa è che la solo la faccia mostrata ha quel colore, in quella posteriore l’ingiallimento è molto meno evidente, segno che il lato mostrato era esposto alla luce solare molto più dell’altro.

Anche altri colori risentono del problema

Anche altri colori risentono del problema

Il problema è evidente per i pezzi di colori chiari, bianco e giallo, ma anche altri colori ne risentono, come mostra la foto sopra, con due mattoncini blu più o meno della stessa età.

Quindi: evitiamo di esporre le nostre creazioni dove batte il sole, e teniamo i mattoncini in contenitori lontano dalla luce, specialmente quella diretta del sole.

Maneggiare con cura

La condizione classica della collezioni di mattoncini è di essere conservata in un bidone o un altro contenitore di dimensioni sufficienti a contenere tutti i pezzi ed a permettere di tuffarci le mani alla ricerca del pezzo necessario.
Questa sistemazione è la causa principale dei graffi e delle tacche su lati e spigoli dei mattoncini, con la progressiva perdita di quella lucentezza tipica dei pezzi nuovi, che ben conosce chiunque abbia mai maneggiato LEGO.

Mattoncini in vari stadi di deterioramento da sfregamento

Mattoncini in vari stadi di deterioramento da sfregamento

Nella foto sopra ho catturato il riflesso della lampada sulle superfici dei mattoncini per evidenziare il differente grado di deterioramento: il mattoncino a destra è praticamente nuovo, quello centrale risente di una moderata usura, quella a sinistra è veramente malridotto, oltre ad essere piuttosto sporco (e di questo parleremo più avanti),

Lo sfregamento prodotto dall’operazione di ricerca nel “bidone” di pezzi è la principale causa della perdita di lucentezza, con la comparsa di graffi e tacche, evidentissimi nei pezzi trasparenti. Per evitare questo problema occorre organizzare la propria collezione in modo da minimizzare il rimescolamento e conseguente abrasione: separare in differenti contenitori i pezzi scegliendo un criterio personale a piacere, anche in funzione della quantità di materiale posseduto e dello spazio disponibile.
E’ sufficiente una suddivisione in tre categorie per ridurre drasticamente il problema:

  • elementi piccoli: tutti i pezzetti di dimensione inferiore a 1×2
  • elementi speciali: i pezzi con forme particolari, di cui si possiedono pochissimi esemplari, di colori particolari, le minifig, i pezzi trasparenti
  • elementi comuni: pezzi posseduti in buona quantità, per trovare i quali non è necessario rimestare nel contenitore principale per ore

La suddivisione può essere più articolata in funzione dello spazio disponibile e della quantità di mattoncini posseduta.

Altra causa di deterioramento è il rovesciare il “bidone” sul pavimento nudo per giocare più agevolmente: lo sfregamento e il cozzare su una superficie molto dura come può essere un pavimento in piastrelle o marmo non è certamente un buon metodo per far durare un materiale relativamente morbido come l’ABS…
Usiamo un tappeto, anche piccolo, o un vecchio lenzuolo dove rovesciare i mattoncini e spanderli per cercare più agevolmente quello voluto.

Mani pulite, ambiente pulito

Un ulteriore problema è quello della sporcizia, che tende ad accumularsi sia sulle superfici che nei punti meno accessibili dei mattoncini.
La plastica, in generale, tende ad accumulare cariche elettrostatiche, che attirano polvere. In aggiunta, il normale strato di grasso cutaneo che ricopre la nostra pelle si trasferisce su tutto quello che tocchiamo, e dato che i mattoncini vengono maneggiati per tutta la loro vita, è normale l’accumulo di grasso sulle superfici. Questo di per sé non sarebbe un gran problema, ma su quel sottile strato di grasso, che agisce come un collante, si attaccano particelle di polvere, pelucchi, granelli di terriccio o sabbia, anche attirati dalle cariche elettrostatiche, il cui effetto è duplice:

  • rendere le superfici opache e sporche
  • accelerare la comparsa di graffi sulle superfici a causa dell’effetto abrasivo aggiunto dalla polvere al contatto fra mattoncini

Se poi vi aggiungiamo il rovesciare il “bidone” in terra per giocare, la raccolta di sporcizia da terra in breve trasforma i mattoncini in veri e propri “attirapolvere”. Basta il confronto con un mattoncino bianco nuovo per rendersi conto di quanta sporcizia si accumuli sui pezzi più usati.

Naturalmente, si possono lavare, i mattoncini, ma è un lavoraccio, ed i risultati non sempre sono soddisfacenti.

Quindi: toccare i mattoncini con mani sempre pulite, conservarli in contenitori chiusi, al riparo dalla polvere, non rovesciarli in terra per giocare.

Smontare, non demolire

E’ innegabile che una delle cose più divertenti del giocare con i mattoncini è costruire qualcosa per poi simulare un evento distruttivo e far andare in pezzi la nostra creazione, magari facendo scontrare due modelli di auto o simulando lo schianto di una astronave su un asteroide vagante.

Aggiungiamo poi che in molti casi capita che dopo aver unito due pezzi sia pressoché impossibile separarli per un essere umano dotato di pollice opponibile e normale forza fisica, ed in questi casi molti risolvono coi denti o con le unghie.

Entrambe queste situazioni sono causa di ammaccature vistose e tacche evidenti sia sulle superfici che sugli spigoli dei mattoncini: ricordiamo ancora che la plastica di cui sono fatti i mattoncini è relativamente morbida, più morbida della cheratina delle unghie e infinitamente più morbida dello smalto dei denti.

Mattoncini seviziati ed addentati

Mattoncini seviziati ed addentati

Nella foto sopra è mostrato un caso limite, con i pezzi che mostrano nette tracce di denti. Il mattoncino rosso è anche relativamente nuovo, ma è completamente punteggiato di tacche e segni.

Il problema è anche di tipo epidemico: se un mattoncino ha segni di denti sui tacchetti di connessione, nel momento della connessione ad un altro mattoncino integro provocherà il trasferimento del danno sull’altro: la plastica è abbastanza morbida da fare sì che una sporgenza su un tacchetto provochi un solco nell’altro mattoncino nel punto di incastro.
In questo modo l’incastro, basato su una geometria piuttosto precisa, nel tempo tenderà ad allentarsi, per l’accumulo di tacche e graffi nei punti di tenuta.

Per separare i mattoncini si possono usare strategie che minimizzano i danni, ma esistono anche degli strumenti appositi, dal costo estremamente contenuto, di cui ogni appassionato LEGO dovrebbe dotarsi: i separatori di mattoncini.

Quindi: evitiamo la simulazione di eventi catastrofici sulle nostre creazioni, ed usiamo gli attrezzi giusti per smontare le nostre creazioni, per evitare danni ai preziosi mattoncini e, soprattutto, danni a gengive, denti ed unghie.

Concludendo

In fin dei conti non sono molte cose da tener presente, e praticamente non costano nulla. Proteggiamo il nostro investimento, sia per pure questioni economiche, che per la semplice soddisfazione di poter lasciare ai nostri figli qualcosa di cui serberanno per sempre un ricordo piacevole: le ore passate a giocare con i mattoncini insieme a mamma e papà.

3 risposte a “Proteggere l’investimento in mattoncini

  1. Ottimo articolo! davvero interessante!

  2. Si ok, ma ho dei mattoncini di 25/30 anni fa e sono “duri” ho quindipaura che si spacchino, esiste un prodotto che mi potrebbe aiutare?
    Grazie