LEGO® spiegata ad un adulto “normale”

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Ok, è il caso di fare un minimo di chiarezza. Mettete a letto i bambini, che dobbiamo parlare di cose poco adatte a loro.

Come per il caso del set LEGO da collezionisti venduto a cifre indecenti, negli ultimi giorni gli amici mi hanno tempestato di messaggi per avvertirmi di una occasione imperdibile: un’attrice di film “particolari” vuole una creazione LEGO da esporre nel suo soggiorno. L’autore dell’opera migliore verrà omaggiato di una “prestazione in natura”, come si suol dire…

Il messaggio è stato pubblicato sul noto social network Twitter. Ora non c’è più, a quanto pare rimosso per ragioni legali, secondo quanto afferma la stessa attrice, ma continuo a ricevere messaggi al riguardo, il cui contenuto è facile immaginare.

Lapalissiano che sia una mossa a scopo di marketing, neanche troppo velata, e che la fanciulla in questione abbia ottenuto tanta pubblicità gratis grazie ai numerosi “lanci” giornalistici, basta un giretto su Google con le parole chiave giuste per sincerarsene.

A parte questo, la richiesta della ragazza difficilmente sarà presa in considerazione da qualcuno in grado di realizzare una MOC della categoria attesa, per varie ragioni, a partire da quella più terra-terra, comprensibile anche ad un non-AFOL: una creazione originale in LEGO ha un costo piuttosto alto, sia in termini puramente economici che in termini di impegno del costruttore.

ItLUG Porto San Giorgio 2013

La mia modestissima creazione presentata a Porto San Giorgio, lo sfasciacarrozze (foto sopra), mi è costata circa 250 euro in mattoncini e un paio di settimane di giocolavoro, tra ideazione, bozze, realizzazione e rifinitura dei dettagli. Si tratta di meno di 1000 pezzi (fra tutto), parte dei quali presi dalla mia piccola riserva di mattoncini LEGO usati.

ItLUG Porto San Giorgio 2013

Se ci orientiamo su uno dei castelli del diorama medievale (tipo quello in foto sopra), o il bosco, o il mosaico della Fontana di Trevi, la quantità di pezzi necessaria sale a diverse decine di migliaia, di pari passo con l’impegno per la progettazione e la realizzazione: si parla di mesi di giocolavoro.

Dubito seriamente che un artista del calibro di Nathan Sawaya, o un costruttore certificato come Ryan McNaught prendano anche solo in considerazione la richiesta, il compenso offerto è semplicemente inadeguato.

Fin qui le considerazioni asettiche e prosaiche riferite al valore “commerciale”.

Ma ora basta con le sciocchezze, andiamo al sodo: la principale ragione per cui la richiesta è inaccettabile risiede proprio nel fatto che venga chiesto a qualcun altro di costruire una cosa qualsiasi.

Tralasciando il fatto che senza dare indicazioni sulle preferenze, i gusti, gli interessi (anche semplicemente sul tipo di arredamento del soggiorno) sarà difficile creare qualcosa di soddisfacente, il punto è che qualcosa di già costruito è proprio quanto di più lontano possa esistere dalla ragione della passione che qualsiasi AFOL ha per i mattoncini: il piacere è nel creare, nel vedere prendere forma la propria idea, nello sviluppare metodi e tecniche di costruzione per ottenere forme ed effetti sorprendenti. Per un AFOL, smontare un dettaglio per rifarlo in modo differente cinque, dieci volte, fino ad ottenere il risultato cercato, è il minimo. E potete star certi che in quel momento la soddisfazione è totale.

Anche quando semplicemente si costruisca un set seguendo le istruzioni, l’appagamento ed il piacere nel maneggiare questi piccoli pezzetti di plastica colorata non può che essere ineguagliabile.

Quindi, per rispondere ai tanti che mi invitavano a cimentarmi, la risposta è che non mi interessa l’offerta, ma senz’altro posso consigliare alla fanciulla di recarsi nel più vicino negozio di giocattoli e fare il pieno di scatole di LEGO, per poi gustarsi una serata con le mani occupate a maneggiare mattoncini colorati, il cervello sgombro e l’anima in pace.

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