Troppi mattoncini? Mettiamo ordine!

Più di un amico mi ha chiesto consigli su come sistemare i propri mattoncini, sapendo della mia passione (è impossibile ignorarlo se sei mio amico, ogni occasione è buona per uno sproloquio su quanto belli siano, su quanto siano geniali, su come sviluppino le abilità nei bambini, su come sia rilassante per gli adulti, ecc. ecc.).

Premesso che i mattoncini non sono mai troppi, vediamo di inquadrare il problema e di proporre qualche strategia, andando a guardare anche come sistemano i propri gli appassionati.

Come? Dipende…

Tante sono le variabili e tante le situazioni, per cui vedremo di restringere il campo a quelle più generiche, anche perché un collezionista sa già come fare. Per comodità, possiamo definire qualcosa in merito a:

  • Quantità di mattoncini – pochi o tanti, sfusi o divisi in set.
  • Tipo di gioco – “pesca dal mucchio”, “per me solo set”, “prima il progetto”

Lo scopo della sistemazione, in ogni caso, è molteplice:

  • Far durare di più i mattoncini
  • Razionalizzare lo spazio
  • Avere sottomano tutto il necessario per costruire

La precedenza ai bambini

Non lo ripeterò mai abbastanza: i bambini devono poter giocare senza limitazioni e senza imposizioni. Quindi lasciamo che i mattoncini vengano consumati fino a diventare smussati negli spigoli, fino a perdere il colore.

Per chi li deve rifornire di materiale da costruzione, i pargoli, l’interesse è di non vedere dilapidata la piccola fortuna spesa in pezzetti di ABS colorato in tempi troppo brevi: conciliare questi due aspetti è apparentemente impossibile.

Quello che rovina i mattoncini è soprattutto la sporcizia che vi si raccoglie durante il gioco e lo sfregamento a cui sono sottoposti durante la ricerca del pezzo necessario, rimestando nel “bidone”. Dopo aver visto le precauzioni per far durare di più i mattoncini, possiamo dividere i mattoncini in categorie, dedicandogli contenitori differenti. Una strategia può essere separare i set dai mattoncini sfusi, e suddividere i mattoncini sfusi in contenitori differenti:

  • Set – possiamo tenerli divisi in buste con la zip, una per ogni set, etichettando ogni busta col nome e numero del set. Devono essere smontati, anche parzialmente, per fargli prendere meno spazio, controllando eventualmente che ci siano tutti i pezzi. Se il set è molto grande, possiamo usare più buste, numerandole “1 di 3”, “2 di 3” e via così. Se il set è molto grande e le istruzioni sono divise per buste numerate, si può usare il metodo della “costruzione al contrario”, seguendo le istruzioni nel libretto dal fondo si smonta gradualmente il set, usando delle buste con zip più piccole da numerare e inserire nella busta più grande. Occorre naturalmente un po’ di pazienza e di lavoro in più, il vantaggio è che alla fine abbiamo controllato che tutti i pezzi siano presenti.
  • Libretti delle istruzioni – I primi a deteriorarsi. Possiamo metterli in buste forate, ed archiviarli nei raccoglitori ad anelli A4. Se abbiamo a disposizione un tablet o un vecchio PC portatile, potente quanto basta per leggere i file PDF, andremo a scaricare le istruzioni in formato digitale e faremo usare quelle ai pargoli, salvando i libretti.
  • Pezzi sfusi generici – tutti i pezzi facilmente individuabili, anche perché presenti in buona quantità, senza rovistare a lungo nel “bidone”
  • Pezzi sfusi piccoli – pezzi che di solito finiscono in fondo al “bidone”, o incastrati dentro altri pezzi più grandi, o di cui abbiamo pochi esemplari
  • Minifig – non solo le parti del corpo, gambe, teste, ma anche gli accessori: cappelli, armi, attrezzi, cibo, stoviglie, pentolame, scudi, animaletti, ecc.

Se la quantità lo richiede e abbiamo spazio, possiamo aumentare il numero di contenitori e suddividere ancora:

  • Pezzi “speciali” – pezzi che hanno forme o usi particolari, e che abbiamo in piccole quantità o addirittura in esemplare unico: cerniere, ingranaggi, porte, parafanghi, ecc.
  • Pezzi trasparenti – i più delicati e i primi a rovinarsi. Metterli in una scatola separata li preserva più a lungo, soprattutto i parabrezza, i vetri di porte e finestre, i tettucci degli aerei e della astronavi.
  • Pezzi unici – parti molto grandi o usate solo in un set, tipo il muso di un elicottero, il corpo di un dinosauro, le ali di un drago, la pala di una scavatrice, e via così.

Quando una scatola diventa troppo piena, basta dividere il contenuto in due o più scatole secondo il nostro gusto.

Il gioco con i pezzi sfusi può essere organizzato mettendo un tappeto (un vecchio lenzuolo, una coperta) in terra, svuotarci il “bidone” con i pezzi sfusi generici e mettere intorno le scatole con gli altri pezzi in modo da renderli immediatamente disponibili ai costruttori. Al termine del gioco, possiamo anche educare i piccoli a rimettere a posto le cose ordinandole secondo la suddivisione scelta.

Il gioco con i set va organizzato in modo leggermente differente, fornendo al costruttore un buon numero di scatole e scatoline di varie dimensioni in cui dovrà suddividere i pezzi presi dalla busta del set secondo colore, dimensione, tipo, a piacere suo. Tutto questo per rendere il lavoro di costruzione organizzato e meno frustrante: cercare per diversi minuti un pezzetto perso in mezzo a un paio di centinaia di mattoncini colorati può essere un’impresa che alla fine scoraggia chiunque (anche se conosco qualche appassionato per cui la ricerca del pezzo è parte integrante del divertimento).

Questi consigli sono anche per chi ha collezioni ridotte di set o di pezzi sfusi: basta adattarli alle proprie esigenze ed alla dimensione della propria collezione.

Il collezionista

Una buona fetta di appassionati LEGO® fa parte della categoria dei collezionisti, per cui ogni singolo set, ogni libretto, ogni scatola è preziosa. Come per altri tipi di collezioni, spesso acquista due esemplari di un set, uno per costruirlo ed esporlo, uno per conservarlo intatto, senza aprire la scatola.

Senza esagerare, supponendo di avere una propria collezione di set, possiamo operare in parte come detto sopra:

  • Conservare i set smontati in buste con zip etichettate
  • Tenere i set esposti lontano dalla luce solare, possibilmente dentro mobili chiusi al riparo dalla polvere. Un noto produttore ha una linea di librerie le cui misure sembrano fatte apposta per accogliere i set da collezione.
  • Mettere i libretti delle istruzioni in buste forate archiviate nei raccoglitori
  • Si possono conservare anche le scatole, basta avere l’accortezza di aprirle usando un asciugacapelli per ammorbidire la colla a caldo con cui sono chiuse e smontarle per appiattirle, eventualmente tagliando i soli sigilli fatti con il nastro adesivo, senza rovinare la scatola.
  • Se si collezionano Minifig, usare delle teche o degli espositori per tenerle fuori polvere, e mettere quelle non esposte in piccole buste con zip, conservate in scatole più grandi

Quando vorremo costruire qualcosa dei nostri set, sfoglieremo i raccoglitori per scegliere il set, poi prenderemo il libretto delle istruzioni e le buste del relativo set, che avremo messo in scatole suddivisi per numerazione o per tema.

Il Mastro Costruttore

Indipendentemente dall’età anagrafica, il Mastro Costruttore spende buona parte del suo tempo ad organizzare la sua collezione di mattoncini, unicamente allo scopo di facilitare la costruzione delle sue opere originali.

Può lavorare abitualmente con un software di progettazione, come LDD o uno dei programmi della libreria LDraw, per poi generare un elenco di pezzi da prelevare dal suo archivio, oppure costruire “a braccio”, senza un progetto preciso, solo avendo in mente il risultato finale. Più spesso è un misto di questi due estremi: si parte con una bozza di progetto che poi viene affinata durante la costruzione, cambiando particolari o aggiungendo idee e dettagli strada facendo.

In ogni caso è importante che abbia sotto controllo la propria collezione e che non solo sappia trovare ogni elemento in breve tempo, ma sappia di averlo. Per questo l’organizzazione dei mattoncini prende tanta parte del suo tempo, e per lo stesso motivo fa incetta di scatole di tutte le misure, cassettiere da ferramenta, portaminuterie, buste con zip, visitando assiduamente i reparti “Sistemazione” dei centri commerciali.

Le regole per sistemare e catalogare i propri mattoncini sono molto personali e variano da un Mastro Costruttore all’altro, possiamo però elencare qualche linea guida:

  • Catalogazione per categoria “Bricklink” – è il sistema di catalogazione più utilizzato ed è considerato una sorta di standard dagli appassionati. Ad esempio, metteremo le ruote tutte insieme, ma daremo una categoria a parte alle ruote con il foro a “X” tipico degli elementi Technic™. Metteremo le cerniere nello stesso contenitore, ma daremo un altro contenitore alle cerniere “a scatto” (quelle che si bloccano ad intervalli prestabiliti con un dentino di arresto, “locking” su Bricklink)
  • Catalogazione per tipo di elemento (o per “design ID”) – qui ogni pezzo ha uno scomparto, un cassettino o una scatola dedicata. Per esempio i mattoncini 2×4, 2×3, 2×2, 1×2, 1×1, ognuno nella sua scatola, indipendentemente dal colore.
  • Catalogazione per colore – utilizzata specialmente con i colori “rari”, colori in cui sono realizzati pochi pezzi differenti, o comunque difficili da trovare nel caso della divisione per tipo o per categoria. Oppure quando abbiamo grandi quantità di pezzi in un determinato colore, ma con pochi tipi differenti di mattoncini della stessa categoria: per esempio tanti mattoncini bianchi 1×4, 1×6, 1×8.

Nella realtà l’organizzazione è una combinazione dei tre metodi, in funzione delle quantità e del nostro modo di costruire. La mia collezione ad esempio vede una scatola con tutti i mattoncini 2×4 in uno scomparto, e tutti i 2×3 e 2×2 nell’altro. A parte ho una scatola con tutti i mattoncini 2×4, 2×6, 2×3, 1×4, 1×6, 2×2, di colore grigio chiaro. In una scatola a scomparti per ferramenta tengo le plate (piastre) 1×1, le tile (mattonelle) 1×1, i “cheese slope” in scomparti separati con i colori mischiati, mentre in una scatola ho dei sacchettini con zip dove tengo tile 1×1 rosse trasparenti, plate 1×1 chiare trasparenti, “cheese” verde oliva e marrone scuro, dato che ne ho un centinaio di ognuna.

Man mano che la nostra collezione aumenta, possiamo operare suddividendo ulteriormente per tipo o per colore i contenitori troppo pieni: se abbiamo troppe ruote, le dividiamo un piccole e grandi, oppure in Technic e no; se abbiamo troppe tegole, le possiamo dividere per colore (nere e rosse), oppure per pendenza (quelle a 45° e quelle a 33°). Andando avanti così non avremo mai scatole troppo piene o disordinate, ma sarà sempre tutto in ordine. Semmai il problema sarà per la nostra memoria, dover ricordare dove sono i pezzi, o dove li abbiamo spostati dopo l’ultima riorganizzazione.

Il rischio in questi casi è di perdere il controllo della propria collezione, e alla fine non sapere più cosa abbiamo. Esistono dei software che permettono di tenere traccia dei propri mattoncini, ma occorre lavorarci sopra e tenere l’inventario aggiornato, cosa che diventa laboriosa se costruiamo cose da esporre: si deve tenere conto dei pezzi utilizzati, per evitare di trovarsi senza materiale, o peggio di comprare qualche centinaio di pezzi per poi scoprire che li avevamo già.

La soluzione ideale sarebbe un angolino dove tenere il tutto organizzato e catalogato, sempre sotto gli occhi, ma sono in pochi ad avere questa fortuna.

Il costruttore occasionale

Non dimentichiamoci di quella che è probabilmente la categoria più estesa, cioè quelli che costruiscono per rilassarsi, oppure per passare il tempo, o semplicemente perché gli piace. In questo caso il “bidone” è la soluzione migliore: si rovescia su un tavolo (meglio se sotto c’è una tovaglia in tinta pastello), tutti i pezzi in bella vista pronti per costruire. Niente preoccupazioni di rovinare i mattoncini, o di perderne qualcuno. Si gioca e basta.

De gustibus

In definitiva, non c’è un metodo valido per tutti e, fondamentalmente, ognuno ha un metodo personale affinato col tempo e con l’esperienza. Naturalmente, gli appassionati sono sempre a disposizione per suggerimenti e consigli.

Ci creeremo il nostro sistema di archiviazione con il tempo, in base allo spazio di cui disponiamo, ai nostri gusti ed al nostro metodo di costruzione.

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