Sono un giocattolo, risolvo problemi

Una situazione nota agli AFOL, ed estremamente frustrante, è quando ci si trova a parlare con un non-AFOL di quanto i mattoncini LEGO® non siano un semplice giocattolo ma qualcosa di molto più complesso e versatile, e l’interlocutore mostra un atteggiamento di sufficienza e di compatimento, della serie “hai un’età in cui dovresti aver smesso di giocare da un pezzo…”.

Il fatto che NASA ed ESA usino LEGO per sperimentare applicazioni per le future missioni spaziali, purtroppo, non sembra essere un fatto rilevante, probabilmente anche perché molto distante dalla nostra esperienza quotidiana.

Kroll Ontrack, una società molto nota nell’ambiente del recupero dati e dell’Informatica Forense, si è trovata qualche anno fa alle prese con un problema non da poco: un cliente aveva bisogno di recuperare i dati da oltre cinquemila nastri magnetici inzuppati d’acqua. Per capire le dimensioni del problema, basta tenere conto che un moderno nastro magnetico per dati è lungo svariate centinaia di metri (una cartuccia Ultrium-5 arriva a 800 e passa metri), che moltiplicati per il numero delle cartucce in questione fanno alcune migliaia di chilometri di nastro da pulire a mano, non esistendo apparecchiature specifiche per questo compito. In sostanza, anche mettendo tutto il personale a pulire nastro, segreterie ed ufficio paghe compresi, non sarebbe mai riuscita a consegnare al cliente il lavoro in tempi ragionevoli.

Uno degli ingegneri che lavora in Kroll, mentre col figlio costruiva un bulldozer di LEGO Technic, ha avuto quello che si chiama un “momento LEGO”, ossia ha trovato una soluzione semplice ed elegante ad un problema complesso.

Il video mostra la soluzione, realizzata interamente con pezzi standard LEGO (a parte i tamponi per la pulizia e, ovviamente, il nastro). Visto il basso costo, il meccanismo è stato replicato varie volte ed ha permesso di completare il lavoro in tempi ragionevoli.

Forse non sarà l’argomento definitivo, ma certamente citare i 600.000 dollari intascati da Kroll Ontrack per il lavoro eseguito sono piuttosto convincenti. Alla faccia del giocattolo.

Riferimenti

L’articolo riportato dal profilo Twitter di LEGO.

La notizia riportata da un giornale locale.

Un articolo su come giocare con LEGO sia uno stimolo per la creatività.

Annunci

Un “upgrade” azzardato

Era entrato chiedendo un nuovo processore ed un po’ di RAM aggiuntiva per giocare meglio.

E' proprio sicuro che siano compatibili con il mio notebook?
E’ proprio sicuro che siano compatibili con il mio notebook?

Dopo che il venditore aveva posato sul bancone le due cose, non gli sembrava più una buona idea, in fondo.

(il processore è un Pentium Pro a 180MHz, la RAM viene da un supercomputer SGI Origin 2000 del 1998)

Extreme AFOL: non ditelo ad un purista!

Noi AFOL siamo piuttosto intransigenti, quando si tratta di mattoncini.

Reazione di un AFOL al verbo "incollare"
Reazione di un AFOL al verbo “incollare”

Oltre alle regole di “buona costruzione“, ci sono cose sconsigliate, cose proibite e cose che fanno inorridire qualsiasi appassionato LEGO® degno di questo nome.

Cose sconsigliate, non troppo

Qualche mese fa ho parlato delle astronavi, bellissime, costruite da Pierre Fieschi

'KRAPITCHOO' Vic Racer

Qui sopra ce n’è un’altra, costruita in microscala. Se si guarda bene, in alcuni punti sono incollati degli adesivi, per aumentare il realismo. Il purista accetta solo e soltanto etichette originali presenti nei set LEGO® ufficiali, pur ritagliate, mentre non è ritenuto troppo sconveniente usare adesivi di altra provenienza, o addirittura creati appositamente. In qualche caso si usano le decalcomanie usate nel modellismo classico.

F/A-18C Hornet of VFA-87 'Golden Warriors' (2)

L’aereo sopra, opera di Mad physicist, ha applicate alcune di queste decalcomanie, appunto.

Dato che questo livello di dettaglio è impossibile da riprodurre a quella scala, è ammesso l’uso di materiali “estranei”, anche perché costituiscono una minima parte del lavoro, il modello in sé è assolutamente spettacolare anche senza aggiunte.

Discorso analogo si può fare per alcuni altri elementi, come anelli elastici e cordini: dato che quelli di produzione ufficiale sono pochi e spesso molto piccoli, si tollera l’uso di elastici e corde non di provenienza LEGO®, spesso anche per praticità e convenienza.

Un esempio è il ponte sospeso presente nel diorama di città di Latina 2012.

Il ponte sospeso
Il ponte sospeso a Latina 2012

Le corde nere che simulano i tiranti in acciaio del ponte originale sono in numero e lunghezza tale da non essere realizzabili con materiale LEGO® originale ma, attenzione, ogni altro elemento che vedete è costituito esclusivamente da materiale originale.

Colla? Vernici? Proprio no

Parimenti è vietatissimo l’uso di vernici e di colle. Non importa la dimensione o l’importanza del modello, i colori devono essere quelli propri dei mattoncini.

Per la colla è ammessa una sola eccezione: se il modello è realizzato per essere trasportato ed esposto ad eventi e deve rimanere sempre quello, come ad esempio le realizzazioni su commissione per negozi o attività commerciali, i modelli promozionali o esposti al pubblico senza protezioni, allora è ammesso l’uso di colla, ma all’unico scopo di rendere maneggevole, robusta e soprattutto sicura per i visitatori la realizzazione.

I due giovani "padawan" all'ingresso
La minifig gigante è tenuta insieme dalla colla

Tipicamente, le minifigure “ingrandite”, come nella foto sopra, di solito esposte all’ingresso di un’area espositiva o in uno degli stand, dove c’è continuo passaggio di persone e non c’è transenna o recinzione, sono incollate pezzo per pezzo, proprio per evitare problemi anche di sicurezza per i visitatori: se un bambino si “appende” e se ne stacca un pezzo le conseguenze possono non essere piacevoli, per nessuno.

L’orrore, l’orrore

Tagliare, forare, modificare, avvitare, e tante altre operazioni sullo stesso tenore, sono l’abominio. Mai, per nessun motivo, è ammessa la modifica delle caratteristiche di forma e dimensione di un elemento.

Se andate ad esporre una vostra creazione nella quale i mattoncini sono modificati, verrete, nella migliore delle ipotesi, espulsi con cartellino rosso e tre turni di squalifica.

E’ considerato indecente l’uso di materiali “estranei” per replicare oggetti reali, come ad esempio tende parasole, alberi, vegetazione, veicoli e via così.

Bello, ma proprio non va
Bello, ma proprio non va

Nella foto sopra, un esempio di tutto quello che non è considerato accettabile da un purista (praticamente tutti gli AFOL lo sono): mattoncini incollati, verniciati e forati, stoffa e cartoncino, fili elettrici e luci non LEGO®. Per carità, la realizzazione è carina e l’idea è originale, ma difficilmente sarà accettata per l’esposizione in un evento LEGO®.

Qualche tempo fa su uno dei forum di appassionati c’era una discussione accesa sul fatto di allentare questa regola in caso di plastici ferroviari, andando ad utilizzare l’ampia scelta di materiali per il modellismo ferroviario per ricreare paesaggi con erba, alberi, rocce, corsi d’acqua. La conclusione, in sostanza, fu che in quel caso si poteva ottenere un effetto maggiore sui visitatori, oltre ad un risparmio sui materiali (un prato in mattoncini può costare molto di più di un prato realizzato con l’erbetta sintetica ed il muschio), solo che per prima cosa non sarebbe più stato un diorama LEGO®, ma qualcosa d’altro, poi sarebbe sorto un problema non da poco: quanto e quale materiale non-LEGO® sarebbe accettabile, oltre il quale il risultato non è più considerato una creazione LEGO®?

Infine, un modo sicuro e veloce per farsi buttare fuori velocemente e definitivamente, non solo da quella esposizione a cui intendete partecipare, ma da tutti i gruppi di appassionati LEGO® del continente, è di presentarsi con una creazione contenente mattoncini “compatibili”: praticamente è come andare vestiti ad un raduno di naturisti, sei nel posto sbagliato.

Non voglio la luna, mi basta costruirla

Scherzi a parte, la regole da rispettare per le creazioni LEGO® riconosciute dalla comunità di appassionati sono poche, alla fin fine, ma quelle poche sono irrinunciabili.

L’apparente carenza di elementi specifici per realizzare un particolare o un dettaglio, una struttura complessa o un meccanismo specifico è proprio il motivo per cui l’uso esclusivo di mattoncini LEGO® sviluppa creatività, fantasia e intelligenza (nelle sue declinazioni di intelligenza spaziale e progettuale): il doversi inventare un modo per fare un elemento inesistente, come ad esempio un albero in fiore o un tetto in lamiera, sottopone il cervello del costruttore ad un esercizio senza paragoni, indipendentemente dall’età.

Concludo con un articolo di Andy Robertson su Forbes, in cui racconta di aver fatto ricorso alla supercolla per tenere insieme alcune parti della gru del porto di LEGO® City (set #7994) che il pargolo di 5 anni continuava a staccare per l’eccessivo peso di quello che sollevava. Quando il pargolo ha tentato di smontare la gru per costruire altro, ossia lo scopo principale dei mattoncini, si è trovato a non poter riutilizzare liberamente i pezzi incollati, ormai obbligati ad essere una gru e niente altro.

E’ una metafora del cosiddetto “potenziale umano”: se si lascia un bambino libero di scegliere, potenzialmente può diventare qualunque cosa. Se invece lo si costringe ad un modello preordinato, non potrà essere niente altro.

LEGO®: collezionismo, investimento, bene rifugio? Evitare il sensazionalismo (e qualche brutta sorpresa)

Una versione aggiornata di questo articolo la trovi qui.

Nelle settimane passate gli amici che sanno della mia passione per i mattoncini mi hanno letteralmente tempestato di link ad articoli di testate nazionali che titolavano a gran voce “Il mattoncino come bene rifugio” o simili, lasciando intendere che c’è da far soldi a commerciare con i mattoncini.

Mattoncino salvadanaio, uno dei gadget ufficiali LEGO®
Mattoncino salvadanaio, uno dei gadget ufficiali LEGO®

Il tutto pare sia originato dalla notizia della vendita di un particolare set raro a prezzo elevatissimo (per una scatola di mattoncini), pari a quattro-cinque volte il prezzo di listino originale.

Non riporto i link agli articoli, è facile trovarli cercando le parole “mattoncino bene rifugio lego” in qualsiasi motore di ricerca.

Cosa c’è di vero? Tutto e niente, ma andiamo con ordine.

Collezionismo e investimento

Per un appassionato LEGO®, spendere un mucchio di soldi per un particolare set, fuori produzione da anni o raro perché in serie limitata o non distribuito nel posto in cui si vive, è cosa normale. Questo vale per qualsiasi collezionista, quale che sia l’oggetto della collezione.
Per le scatole di mattoncini il discorso della moltiplicazione del valore è legato ad alcune condizioni, generalmente conosciute ed accettate dai collezionisti:

  • Il valore della scatola è massimo se è ancora sigillata e imballata come appena acquistata, MISB nel gergo degli appassionati. A partire da questa condizione vi sono tutte le situazioni intermedie:
    1. scatola aperta con sacchetti in plastica interni chiusi
    2. scatola e sacchetti aperti, ma tutti i pezzi presenti e intatti, con le istruzioni
    3. tutti i mattoncini senza scatola, usati, con le istruzioni
    4. solo i mattoncini, senza istruzioni
    5. mattoncini mancanti, con istruzioni

    Il valore scende moltissimo a partire dalla seconda opzione, perché per un collezionista il set vale solo se è sigillato, per tendere al valore in peso dei soli mattoncini per gli ultimi due casi (parliamo di 10-15 euro al chilo per pezzi in buono stato).

  • Il set deve essere uscito di produzione. LEGO® normalmente tiene un set in produzione per tre anni (con le debite eccezioni), passati i quali viene terminata la commercializzazione.
  • Il set deve essere appetibile per un collezionista. Questa è la caratteristica più evanescente e difficile da prevedere a priori, anche se alcuni indizi possono aiutare:
    • Il set rappresenta qualcosa di particolare, spesso legato a film di successo o a qualcosa di universalmente noto e conosciuto. Un esempio sono i set del tema di Guerre Stellari, o quelli di monumenti come la torre Eiffel o il Taj Mahal.
    • Il set deve possedere una certa “corposità”, ossia deve essere composto da parecchi pezzi, a partire da un migliaio.
    • Può essere non disponibile nel posto dove vive il collezionista, come alcuni set promozionali o in edizione limitata.
  • Naturalmente, il set non deve essere facile da trovare in condizioni perfette, ossia ancora sigillato e integro

Se si sostituisce all’oggetto “set LEGO®” un qualsiasi altro oggetto “collezionabile” (fumetti, stampe, monete, francobolli e via così), si vede che le regole sono più o meno le stesse per tutti i collezionisti.

Leggendo la lista, quindi, qualcuno correrà a spulciare l’attuale catalogo per individuare i set più “appetibili” per un investimento. Ebbene, la brutta notizia è che le cose non sono per nulla così semplici e, come ogni cosa che riguardi l’umano comportamento, qui intervengono fattori di imprevedibilità e interferenza tipici: se tutti individuano un set come “appetibile” e lo acquistano per metterlo da parte, dopo un certo numero di anni vi saranno così tanti set disponibili MISB che varranno poco più del prezzo di listino originale, vanificando l’investimento; oppure un set indiscutibilmente, all’apparenza, destinato al successo, verrà snobbato dai collezionisti e usato solo come “parts pack”, ossia come pezzi sfusi da impiegare in altri progetti personali, assumendo il valore dei pezzi a peso o poco più.

Uno degli ingredienti fondamentali è che il mercato è e deve rimanere di nicchia, con poche persone coinvolte ed a livello sempre amatoriale: quando la cosa prende invece diffusione fra i non appassionati, ecco che diventa imprevedibile quale set aumenterà il proprio valore e quale invece rimarrà più o meno stabile, come pure si apre la strada a tutta una serie di “cattivi comportamenti” che vanno ad inquinare e appiattire il tutto ad un mero mercato finanziario, con tutti i rischi che ne conseguono.

Speculazioni e truffe

Proprio perché si tratta di appassionati, il mercato è molto di nicchia, e spesso i collezionisti si conoscono fra loro, a distanza o incontrandosi alle manifestazioni organizzate dagli appassionati e dedicate ai mattoncini (vedi gli appuntamenti annuali di Latina e Ballabio). Questo fa sì che i rapporti siano informali e orientati alla reciproca fiducia. Con l’arrivo delle “speculazioni” questa informalità diventa pericolosa per gli appassionati stessi, consentendo di approfittare della buona fede ed arrivando a vere e proprie truffe.

Nel 2012 una nota trasmissione di denuncia si occupò di una serie di brutte avventure subite da vari appassionati di LEGO® negli acquisti di set “rari” da collezione, rivelatisi inesistenti. Per la cronaca, sulle varie piattaforme di aste online e di annunci sono tuttora attivi parecchi account di venditori che con vari trucchi riescono ad intascare centinaia di euro ed a sparire senza che il malcapitato collezionista veda l’oggetto pagato. Esistono inoltre alcuni siti di e-commerce che offrono set rari a prezzi allettanti e pare che siano “creati ad arte” sull’onda della improvvisa notorietà del mattoncino, grazie proprio ai toni sensazionalistici degli articoli di cui parlavo in apertura.

Il problema è come riconoscerli: a parte le solite cautele, tipo usare sistemi di pagamento tracciabili e sicuri, occorre diffidare di offerte troppo allettanti (il classico “troppo bello per essere vero”), acquistando da venditori noti ed affidabili. Si tenga conto che anche sistemi di pagamento come quello di PayPal non offrono riparo sicuro dalle truffe: in alcuni casi il venditore “scorretto” ha inviato effettivamente un pacco, mostrando la ricevuta del corriere al momento della contestazione a PayPal, ma si è poi scoperto che aveva inviato il pacco a destinazioni “impossibili”, per cui, mentre il pacco giaceva nel limbo fra corriere, mittente e destinatario, scadevano i termini per la contestazione di PayPal, rendendo di fatto inutili tutte le precauzioni.

Una possibile strategia, se intendiamo diventare seriamente collezionisti di LEGO®, è di entrare a far parte dei gruppi di appassionati sparsi sul territorio italiano, reperibili su Internet. Partecipando all’attività di questi gruppi e incontrando altri appassionati agli eventi si potrà beneficiare della competenza in materia e della gentilezza di tanti, appassionati come noi, che ci sapranno mettere in guardia da speculatori e truffatori.

Un’altra possibilità è di controllare su BrickLink il prezzo medio di un set venduto nelle identiche condizioni: se il prezzo si dovesse discostare troppo da quello di BrickLink, soprattutto verso il basso, è molto probabile che ci sia qualcosa di poco chiaro.

Evitiamo di credere a storie tipiche dei venditori, tipo la vendita da parte di chi non sappia il valore dell’oggetto che propone o il doppio regalo: è un po’ come per le auto usate dove, guarda caso, l’auto proposta come vero affare è sempre di una persona anziana che l’ha usata poco e la teneva sempre in garage.

Non è proprio tutto così semplice

Alla fine, tutta questa convenienza negli investimenti a base di mattoncini non è proprio immediata: troppe sono le variabili e le incognite, e spesso l’impegno necessario per guadagnarci qualcosa non vale lo sforzo. Molti degli appassionati che conosco personalmente si lamentano che per seguire “gli affari” alla fine non toccano mattoncini per settimane, mentre altri a malapena riescono a coprire le spese relative al mantenimento della propria passione, spesso a scapito del tempo che vorrebbero dedicare ai mattoncini.

Molti hanno un “negozio” su BrickLink (il sito di compravendita dedicato interamente ai mattoncini), e la gestione dell’attività gli porta via parecchio tempo, sottraendolo sempre al poco che si ha per giocare, attività alla base della passione per il mattoncino, per cui qualcuno alla fine ha chiuso dopo qualche tempo, ridimensionando gli acquisti e riguadagnando tempo per creare e costruire.

In breve, per poter guadagnare cifre consistenti dai set LEGO®, dovrebbero essere soddisfatte parecchie condizioni, prima fra tutte l’investimento iniziale: è vero che alcuni set sono venduti a 10 volte il prezzo di listino originale, ma stiamo parlando di un migliaio di euro in totale. Per poter guadagnare seriamente occorrerebbe vendere almeno quattro set al mese in queste condizioni particolarmente favorevoli, e comunque si tratterebbe di un introito certamente non lucroso. Supponendo di individuare tre set l’anno destinati a diventare ricercati, si dovrebbero acquistare quantità consistenti, almeno 10 esemplari per set, e tenerli fermi per 5 anni almeno prima di poterli rivendere a prezzi “vantaggiosi”: significa che prima di cominciare a poter vendere qualcosa dobbiamo accumulare qualcosa come 150 scatole in un locale apposito (non in cantina o in soffitta: umidità e calore rovinano scatole e pezzi), tenendo fermo un investimento di oltre 20.000 euro. Immaginando di riuscire a venderli a quattro volte l’investimento iniziale avremmo, in teoria, 60.000 euro di guadagno lordo, ma a patto di essere solo noi ad aver fatto una cosa del genere: se altre 200 persone fanno la stessa cosa possiamo scordarci di riuscire a spuntare quei prezzi, ed ancora peggio se il set non diventa “ricercato”, cosa che niente e nessuno ci assicura.

Una cosa da ricordare è che non tutti i collezionisti sono disposti a sborsare cifre esorbitanti per pezzi rari, come pure non esistono abbastanza collezionisti per garantire un mercato redditizio agli speculatori.

Quindi, tolti i sensazionalismi e la tendenza a fare “scoop” su tutto e niente dell’informazione di massa, il gioco non vale la candela, a sentire gli stessi appassionati. Inoltre, il Gruppo LEGO® ha interesse alla massima diffusione del proprio prodotto, soprattutto fra i bambini (che saranno gli AFOL ed i genitori di domani), e da tempo adotta politiche piuttosto energiche per evitare fenomeni di accaparramento e garantire una ampia distribuzione dei propri prodotti.

Se poi intendete speculare su una passione di altri, beh, nessuno ve lo impedisce, ma tenete presente che le voci girano in fretta fra gli appassionati…

Link di riferimento

Romabrick – gruppo di appassionati LEGO® di Roma
ItLUG – Italian LEGO® User Group, gruppo italiano di appassionati LEGO®
BrickLink – sito di compravendita di materiale LEGO® fra privati
BrickWiki – un Wiki gestito da appassionati LEGO®
Glossario su Brothers Brick – termini ed acronimi usati dagli appassionati
BrickPicker – informazioni per chi vuole massimizzare l’investimento in mattoncini

1,21 Gigawatt finalmente in mattoncini, grande Giove!

Il team di LEGO® CUUSOO® ha deliberato il prossimo modello creato da un fan che verrà commercializzato come set ufficiale: la DeLorean “truccata” da “Doc” Brown di Ritorno al Futuro.

La DeLorean del secondo episodio di Ritorno al Futuro, in mattoncini (è una bozza, il modello definitivo sarà parecchio differente)
La DeLorean del secondo episodio di Ritorno al Futuro, in mattoncini (è una bozza, il modello definitivo sarà parecchio differente)

Qui c’è l’annuncio sul blog di CUUSOO, e questo sotto è il video di presentazione:

Il gruppo di fan che ha proposto il modello della DeLorean ha deciso che devolverà alla Fondazione Michael J. Fox per la ricerca sulla cura del morbo di Parkinson la percentuale che gli spetta come ideatore del set per ogni esemplare venduto.

La commercializzazione è prevista per la metà del 2013, nulla si conosce ancora sul modello definitivo e sul prezzo.

Visita guidata alla I.S.S. e NASA Johnson Style

Due filmati da centellinare: il primo è una visita guidata all’interno della Stazione Spaziale Internazionale; il secondo è una parodia del brano Gangnam Style, fatta dagli studenti del Johnson Space Center della Nasa.

(Via Paolo Attivissimo)

Quest’ultimo arriva dalla pagina ufficiale di Facebook della NASA ed ha tutte le carte in regola per diventare “virale” all’ennesima potenza.

Guida ai regali di Natale. A mattoncini, che altro?

Certamente la crisi sta devastando i nostri portafogli, inutile negarlo. Proprio per questo motivo, mi sento di consigliare LEGO®, se non altro perché è il Gioco Infinito™.

L'albero di Natale in casa nostra è di LEGO®
L’albero di Natale in casa nostra è di LEGO®

Per chi ha un budget limitato

Tenendoci sotto i 20 euro, la scelta rimane ampia e per tutti i gusti. Praticamente per ogni tema vi sono scatoline con prezzi da 5 a 20 euro: City, Star Wars, Dino, Friends, Hero Factory, Technic, Creator, e via così.

Se il portafogli è proprio vuoto, ci sono le Minifigure da collezione, con prezzi intorno ai 2-3 euro a bustina.

Per prendere scatole un po’ più consistenti allo stesso prezzo, sono da preferire i set senza licenza, ossia quelli non appartenenti a temi di film, personaggi dei fumetti o dei cartoni, che costano un po’ di più a parità di contenuto per ovvi motivi.

Per il pubblico femminile

Come ho già puntualizzato in passato, un giocattolo è asessuato, siamo noi a conferirgli una etichetta “da maschio” o “da femmina”.

Vi sono tantissimi set LEGO® che possono essere graditi ad entrambi i sessi, al netto di temi specifici come Friends o Harry Potter™. In particolare, i temi City e Creator offrono molti spunti per un regalo gradito, proprio perché senza eccessive connotazioni maschili o femminili.

Poi, basta sentire i bambini e ci si toglie ogni dubbio: mia nipote di 10 anni vuole un aereo LEGO®, Luigi vuole la Villetta di Olivia (che piace molto anche a me, ma io non faccio testo).

Anche qui si parte da 5 euro e la scelta è molto ampia.

Per i grandi

Ho scritto al servizio clienti LEGO® protestando (scherzosamente) per la presenza di un limite superiore di età indicato sulle scatole dei set: capisco che un bimbo piccolo non possa trarre diletto dai mattoncini, ma perché limitare ad un dodicenne il godimento di un treno come questo?

Non si smette di giocare perché si diventa vecchi, ma si diventa vecchi perché si smette di giocare (Fabio Volo)

Non è che Volo mi piaccia molto, ma la sua frase è assolutamente azzeccata. Quindi, niente paura, vi posso assicurare che dopo un primo momento di imbarazzo anche l’adulto più serioso e compassato si abbandona al piacere di maneggiare mattoncini colorati.

In più, vi sono temi pensati per gli adulti, vediamone qualcuno:

  • Architecture: riproduzione in miniatura di edifici e monumenti famosi in tutto il mondo
  • Technic: vi sono alcuni set che richiedono abilità particolari per essere montati, e sono una sfida piacevole anche per il costruttore più esigente. Senza contare la possibilità per molti set di essere motorizzati e telecomandati, fino al tema Mindstorms, che coniuga LEGO®, Technic™, robotica e programmazione, il massimo per un geek
  • Gli edifici modulari: una serie di modelli di edifici ricchissimi di dettagli e di grande figura.
  • La serie “Advanced models”: qui i soggetti sono vari, e comprendono la navetta Shuttle, un modello del Tower Bridge di Londra, il van Volkswagen T1, il Sopwith Camel. Ce n’è per tutti i gusti.

Naturalmente, niente ci impedisce di scegliere una delle case della serie Creator o uno dei set del Villaggio invernale.

I prezzi sono per forza di cose più alti, ma girando per centri commerciali e online si può prendere una cosa dignitosa e di figura con meno di trenta euro.

Giochi da tavolo

Per gli appassionati di giochi di società c’è ampia scelta: dal bellissimo Creationary, dove si deve far indovinare alla propria squadra qualcosa creandolo con i mattoncini, ai giochi a tema come La battaglia di Hoth, ispirato all’episodio “L’impero colpisce ancora”.

I prezzi vanno dai dieci euro per i più semplici a oltre trenta per quelli su licenza.

Gadget

Destinati più ai veri fanatici di LEGO®, ci sono i gadget come orologi da polso e da tavolo, tazze, portapenne, magneti da frigorifero, salvadanai, cornici per foto. Sotto la categoria apposita c’è un po’ di tutto, sempre a tema mattoncini.

Senza dimenticare i portachiavi, presenti in forze e in tantissime varianti, anche se i personaggi di Star Wars dominano.

In prossimità delle festività si trovano anche piccoli oggetti come ad esempio ornamenti per l’albero di Natale, o la carta per i regali. Addirittura c’è la decorazione per la torta nuziale.

I gadget hanno in generale prezzi contenuti, anche se sono difficili da trovare, e spesso sono disponibili solo sul sito ufficiale LEGO®.

Per i più piccoli

La serie LEGO® Duplo® offre ampia scelta anche per i bimbi più esigenti: dai trenini elettrici alle principesse delle fiabe, dai mattoncini sfusi alle storie di Cars® o di Winnie The Pooh, senza dimenticare animali e attività con lettere e numeri.

Anche qui, come per molte categorie, ce n’è per tutte le tasche, da 5 euro in su.

Da evitare

Come per tutte le cose, è da evitare il regalo “ad ogni costo” e all’ultimo minuto. Occorre pensarci per tempo, spesso anche acquistando durante l’anno in occasione di offerte speciali e saldi.

Allo stesso modo è da evitare di insistere a regalare LEGO® a chi mostra di non apprezzarne le qualità: niente mi intristisce di più di mattoncini buttati nella spazzatura o dispersi in mezzo a montagne di paccottiglia senza valore.

Buone feste, e mi raccomando: nessuno è troppo vecchio per maneggiare mattoncini.

Le ragioni di una passione

Se mai una passione per qualcosa può essere spiegata in una singola immagine, la ragione della mia passione per i mattoncini LEGO® è totalmente contenuta nella foto qui sotto.

Il fascino del mattoncino
Il fascino del mattoncino

La foto è stata scattata oggi, all’evento Ludica Roma 2012, nella parte dedicata al mosaico del Colosseo, fatto con oltre 44.000 mattoncini LEGO®.

Chi voleva costruire il mosaico riceveva una base 48×48, un sacchetto con 576 mattoncini 2×2 ed un foglio con la disposizione da creare. C’era un tavolo dedicato al montaggio, con circa dieci posti, che in breve erano andati riempiti. Le persone continuavano a chiedere di poter costruire, ma non c’era più posto. Una coppia con due bambini ha ribattuto chiedendo se ci si poteva mettere in terra, dove c’era una leggera moquette. Un primo momento di sorpresa, poi: “…se va bene per voi stare in terra, fate pure”.

In breve l’intero spazio davanti al pannello che avrebbe accolto il mosaico era pieno di persone sedute, inginocchiate, sdraiate, intente a piazzare mattoncini secondo lo schema assegnato. Sparite di colpo le distinzioni di sesso ed età, tutti erano tranquillamente intenti, le mani occupate, le facce serene.

Il massimo? Una signora si è avvicinata timidamente chiedendo se la costruzione del mosaico era riservata ai bambini. naturalmente la risposta non poteva essere che: Certo! Ai bambini di tutte le età!, seguita dalla consegna del sacchetto con i mattoncini.

Extreme AFOL: costruire “legalmente” (II parte)

Proseguiamo con la nostra chiacchierata sui modi corretti di usare i mattoncini.
(La prima parte è qui)

Di coni, cilindri ed altri solidi

Uno dei problemi ricorrenti è quello della fessurazione di particolari punti dei mattoncini. A volte è un problema di come viene stampato un pezzo, altre volte è un problema di connessioni errate.

Un cono, un cilindro ed un mattoncino
Un cono, un cilindro ed un mattoncino

Nella foto sopra sono mostrati i nostri tre collaboratori per il prossimo esempio. L’inserimento del cilindro verde sotto il mattoncino arancio non pone alcun problema: la dimensione del cilindro è tale che una volta inserito completamente il bottoncino l’incastro è stabile e non può procedere oltre.

L'incastro con il cilindro non crea alcun problema
L’incastro con il cilindro non crea alcun problema

Se andiamo a inserire invece il cono grigio abbiamo un problema: è vero che la parte superiore del cono è esattamente della dimensione di un bottoncino, ma se insistiamo con la pressione otterremo di inserire più profondamente il cono nella parte inferiore del mattoncino arancio, causandone con un effetto cuneo la fessurazione delle superfici laterali.

Il cono a destra è molto più recente di quello a sinistra
Il cono a destra è molto più recente di quello a sinistra

Per ovviare in parte a questo problema, LEGO ha provveduto a modificare leggermente lo stampo del cono, come mostrato in foto sopra: il cono grigio ha una leggera scanalatura che nelle intenzioni dei progettisti dovrebbe impedire al cono di inserirsi troppo profondamente nel mattoncino superiore e operare come cuneo.

Assi per ruote

Ritorniamo un momento sul problema dei pin sottoposti a sforzi eccessivi.

Un uso "creativo" per gli assi delle ruote
Un uso “creativo” per gli assi delle ruote

L’elemento nero in foto (part #6157) normalmente è utilizzato come asse per le ruote di piccola taglia. Nulla vieta di utilizzarlo in altri modi, tanto che il diametro dell’asse è compatibile con gli elementi a clip che di solito fanno da cerniera (ad esempio part #6019 o #63868).

Il pezzo grigio va bene, quello bianco no
Il pezzo grigio va bene, quello bianco no

Nella foto sopra, l’incastro con il pezzo bianco (part #4081) è da considerarsi errato: il motivo è lo stesso che abbiamo visto per i pin Technic™, ossia che l’asse è composto da un elemento elastico che deve raggiungere la posizione di riposo ad incastro avvenuto. Con il pezzo bianco questo non avviene mai, quindi si ottiene di rovinare irrimediabilmente l’asse.

Non è tutto ABS quello che…

I mattoncini non sono tutti dello stesso materiale. I pezzi trasparenti, per esempio, sono di policarbonato, non di ABS.

I trasparenti sono di policarbonato, i grigi di ABS
I trasparenti sono di policarbonato, i grigi di ABS

Nella foto sopra, i due pezzi trasparenti sono di policarbonato, più resistente dell’ABS, ma con un difetto: tende a sviluppare un attrito elevato quando è a contatto con altri materiali.

Incastri piuttosto solidi, ma utilizzabili
Incastri piuttosto solidi, ma utilizzabili

Incastrando parti in ABS con parti in policarbonato, si nota che la forza necessaria è maggiore che incastrando fra loro ad esempio il cono e il pin grigio in foto.

Qui serve una forza superiore
Qui serve una forza superiore

Nel caso mostrato in foto, le cose si fanno interessanti: la forza necessaria a incastrare i due pezzi è notevole, e separarli è ancor più faticoso, anche perché manca una presa efficace.

Forzalo abbastanza, e si romperà

In qualche caso l’incastro “illegale” lo è al punto da causare danni immediati ai mattoncini.

Quattro pezzetti innocenti
Quattro pezzetti innocenti

I quattro pezzi mostrati in figura possono essere incastrati in vari modi, ma due in particolare sono da evitare.

Questi due sono da evitare
Questi due sono da evitare

Quelli mostrati in foto, apparentemente innocui, sono invece dannosissimi. Quello di sinistra deforma sia la piastra incastrata che i bottoncini fra cui è bloccata. Nel passato sono stati messi in commercio set ufficiali che usavano questa tecnica (set #605, #644, #10021-1), ma è stata completamente abbandonata.

Quello a destra, fra la piccola piastra grigia con clip (part #2555) e la mattonella verde 2×2 è micidiale.

Cose che succedono a chi non rispetta le regole
Cose che succedono a chi non rispetta le regole

Mentre incastravo i due pezzi per fare la foto ho udito distintamente un “crack”. Ecco il risultato, miglior dimostrazione possibile di come il rispettare le pratiche consigliate di costruzione eviti stress a mattoncini ed a noi.