Extreme AFOL: non ditelo ad un purista!

Noi AFOL siamo piuttosto intransigenti, quando si tratta di mattoncini.

Reazione di un AFOL al verbo "incollare"
Reazione di un AFOL al verbo “incollare”

Oltre alle regole di “buona costruzione“, ci sono cose sconsigliate, cose proibite e cose che fanno inorridire qualsiasi appassionato LEGO® degno di questo nome.

Cose sconsigliate, non troppo

Qualche mese fa ho parlato delle astronavi, bellissime, costruite da Pierre Fieschi

'KRAPITCHOO' Vic Racer

Qui sopra ce n’è un’altra, costruita in microscala. Se si guarda bene, in alcuni punti sono incollati degli adesivi, per aumentare il realismo. Il purista accetta solo e soltanto etichette originali presenti nei set LEGO® ufficiali, pur ritagliate, mentre non è ritenuto troppo sconveniente usare adesivi di altra provenienza, o addirittura creati appositamente. In qualche caso si usano le decalcomanie usate nel modellismo classico.

F/A-18C Hornet of VFA-87 'Golden Warriors' (2)

L’aereo sopra, opera di Mad physicist, ha applicate alcune di queste decalcomanie, appunto.

Dato che questo livello di dettaglio è impossibile da riprodurre a quella scala, è ammesso l’uso di materiali “estranei”, anche perché costituiscono una minima parte del lavoro, il modello in sé è assolutamente spettacolare anche senza aggiunte.

Discorso analogo si può fare per alcuni altri elementi, come anelli elastici e cordini: dato che quelli di produzione ufficiale sono pochi e spesso molto piccoli, si tollera l’uso di elastici e corde non di provenienza LEGO®, spesso anche per praticità e convenienza.

Un esempio è il ponte sospeso presente nel diorama di città di Latina 2012.

Il ponte sospeso
Il ponte sospeso a Latina 2012

Le corde nere che simulano i tiranti in acciaio del ponte originale sono in numero e lunghezza tale da non essere realizzabili con materiale LEGO® originale ma, attenzione, ogni altro elemento che vedete è costituito esclusivamente da materiale originale.

Colla? Vernici? Proprio no

Parimenti è vietatissimo l’uso di vernici e di colle. Non importa la dimensione o l’importanza del modello, i colori devono essere quelli propri dei mattoncini.

Per la colla è ammessa una sola eccezione: se il modello è realizzato per essere trasportato ed esposto ad eventi e deve rimanere sempre quello, come ad esempio le realizzazioni su commissione per negozi o attività commerciali, i modelli promozionali o esposti al pubblico senza protezioni, allora è ammesso l’uso di colla, ma all’unico scopo di rendere maneggevole, robusta e soprattutto sicura per i visitatori la realizzazione.

I due giovani "padawan" all'ingresso
La minifig gigante è tenuta insieme dalla colla

Tipicamente, le minifigure “ingrandite”, come nella foto sopra, di solito esposte all’ingresso di un’area espositiva o in uno degli stand, dove c’è continuo passaggio di persone e non c’è transenna o recinzione, sono incollate pezzo per pezzo, proprio per evitare problemi anche di sicurezza per i visitatori: se un bambino si “appende” e se ne stacca un pezzo le conseguenze possono non essere piacevoli, per nessuno.

L’orrore, l’orrore

Tagliare, forare, modificare, avvitare, e tante altre operazioni sullo stesso tenore, sono l’abominio. Mai, per nessun motivo, è ammessa la modifica delle caratteristiche di forma e dimensione di un elemento.

Se andate ad esporre una vostra creazione nella quale i mattoncini sono modificati, verrete, nella migliore delle ipotesi, espulsi con cartellino rosso e tre turni di squalifica.

E’ considerato indecente l’uso di materiali “estranei” per replicare oggetti reali, come ad esempio tende parasole, alberi, vegetazione, veicoli e via così.

Bello, ma proprio non va
Bello, ma proprio non va

Nella foto sopra, un esempio di tutto quello che non è considerato accettabile da un purista (praticamente tutti gli AFOL lo sono): mattoncini incollati, verniciati e forati, stoffa e cartoncino, fili elettrici e luci non LEGO®. Per carità, la realizzazione è carina e l’idea è originale, ma difficilmente sarà accettata per l’esposizione in un evento LEGO®.

Qualche tempo fa su uno dei forum di appassionati c’era una discussione accesa sul fatto di allentare questa regola in caso di plastici ferroviari, andando ad utilizzare l’ampia scelta di materiali per il modellismo ferroviario per ricreare paesaggi con erba, alberi, rocce, corsi d’acqua. La conclusione, in sostanza, fu che in quel caso si poteva ottenere un effetto maggiore sui visitatori, oltre ad un risparmio sui materiali (un prato in mattoncini può costare molto di più di un prato realizzato con l’erbetta sintetica ed il muschio), solo che per prima cosa non sarebbe più stato un diorama LEGO®, ma qualcosa d’altro, poi sarebbe sorto un problema non da poco: quanto e quale materiale non-LEGO® sarebbe accettabile, oltre il quale il risultato non è più considerato una creazione LEGO®?

Infine, un modo sicuro e veloce per farsi buttare fuori velocemente e definitivamente, non solo da quella esposizione a cui intendete partecipare, ma da tutti i gruppi di appassionati LEGO® del continente, è di presentarsi con una creazione contenente mattoncini “compatibili”: praticamente è come andare vestiti ad un raduno di naturisti, sei nel posto sbagliato.

Non voglio la luna, mi basta costruirla

Scherzi a parte, la regole da rispettare per le creazioni LEGO® riconosciute dalla comunità di appassionati sono poche, alla fin fine, ma quelle poche sono irrinunciabili.

L’apparente carenza di elementi specifici per realizzare un particolare o un dettaglio, una struttura complessa o un meccanismo specifico è proprio il motivo per cui l’uso esclusivo di mattoncini LEGO® sviluppa creatività, fantasia e intelligenza (nelle sue declinazioni di intelligenza spaziale e progettuale): il doversi inventare un modo per fare un elemento inesistente, come ad esempio un albero in fiore o un tetto in lamiera, sottopone il cervello del costruttore ad un esercizio senza paragoni, indipendentemente dall’età.

Concludo con un articolo di Andy Robertson su Forbes, in cui racconta di aver fatto ricorso alla supercolla per tenere insieme alcune parti della gru del porto di LEGO® City (set #7994) che il pargolo di 5 anni continuava a staccare per l’eccessivo peso di quello che sollevava. Quando il pargolo ha tentato di smontare la gru per costruire altro, ossia lo scopo principale dei mattoncini, si è trovato a non poter riutilizzare liberamente i pezzi incollati, ormai obbligati ad essere una gru e niente altro.

E’ una metafora del cosiddetto “potenziale umano”: se si lascia un bambino libero di scegliere, potenzialmente può diventare qualunque cosa. Se invece lo si costringe ad un modello preordinato, non potrà essere niente altro.

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Extreme AFOL: costruire “legalmente” (II parte)

Proseguiamo con la nostra chiacchierata sui modi corretti di usare i mattoncini.
(La prima parte è qui)

Di coni, cilindri ed altri solidi

Uno dei problemi ricorrenti è quello della fessurazione di particolari punti dei mattoncini. A volte è un problema di come viene stampato un pezzo, altre volte è un problema di connessioni errate.

Un cono, un cilindro ed un mattoncino
Un cono, un cilindro ed un mattoncino

Nella foto sopra sono mostrati i nostri tre collaboratori per il prossimo esempio. L’inserimento del cilindro verde sotto il mattoncino arancio non pone alcun problema: la dimensione del cilindro è tale che una volta inserito completamente il bottoncino l’incastro è stabile e non può procedere oltre.

L'incastro con il cilindro non crea alcun problema
L’incastro con il cilindro non crea alcun problema

Se andiamo a inserire invece il cono grigio abbiamo un problema: è vero che la parte superiore del cono è esattamente della dimensione di un bottoncino, ma se insistiamo con la pressione otterremo di inserire più profondamente il cono nella parte inferiore del mattoncino arancio, causandone con un effetto cuneo la fessurazione delle superfici laterali.

Il cono a destra è molto più recente di quello a sinistra
Il cono a destra è molto più recente di quello a sinistra

Per ovviare in parte a questo problema, LEGO ha provveduto a modificare leggermente lo stampo del cono, come mostrato in foto sopra: il cono grigio ha una leggera scanalatura che nelle intenzioni dei progettisti dovrebbe impedire al cono di inserirsi troppo profondamente nel mattoncino superiore e operare come cuneo.

Assi per ruote

Ritorniamo un momento sul problema dei pin sottoposti a sforzi eccessivi.

Un uso "creativo" per gli assi delle ruote
Un uso “creativo” per gli assi delle ruote

L’elemento nero in foto (part #6157) normalmente è utilizzato come asse per le ruote di piccola taglia. Nulla vieta di utilizzarlo in altri modi, tanto che il diametro dell’asse è compatibile con gli elementi a clip che di solito fanno da cerniera (ad esempio part #6019 o #63868).

Il pezzo grigio va bene, quello bianco no
Il pezzo grigio va bene, quello bianco no

Nella foto sopra, l’incastro con il pezzo bianco (part #4081) è da considerarsi errato: il motivo è lo stesso che abbiamo visto per i pin Technic™, ossia che l’asse è composto da un elemento elastico che deve raggiungere la posizione di riposo ad incastro avvenuto. Con il pezzo bianco questo non avviene mai, quindi si ottiene di rovinare irrimediabilmente l’asse.

Non è tutto ABS quello che…

I mattoncini non sono tutti dello stesso materiale. I pezzi trasparenti, per esempio, sono di policarbonato, non di ABS.

I trasparenti sono di policarbonato, i grigi di ABS
I trasparenti sono di policarbonato, i grigi di ABS

Nella foto sopra, i due pezzi trasparenti sono di policarbonato, più resistente dell’ABS, ma con un difetto: tende a sviluppare un attrito elevato quando è a contatto con altri materiali.

Incastri piuttosto solidi, ma utilizzabili
Incastri piuttosto solidi, ma utilizzabili

Incastrando parti in ABS con parti in policarbonato, si nota che la forza necessaria è maggiore che incastrando fra loro ad esempio il cono e il pin grigio in foto.

Qui serve una forza superiore
Qui serve una forza superiore

Nel caso mostrato in foto, le cose si fanno interessanti: la forza necessaria a incastrare i due pezzi è notevole, e separarli è ancor più faticoso, anche perché manca una presa efficace.

Forzalo abbastanza, e si romperà

In qualche caso l’incastro “illegale” lo è al punto da causare danni immediati ai mattoncini.

Quattro pezzetti innocenti
Quattro pezzetti innocenti

I quattro pezzi mostrati in figura possono essere incastrati in vari modi, ma due in particolare sono da evitare.

Questi due sono da evitare
Questi due sono da evitare

Quelli mostrati in foto, apparentemente innocui, sono invece dannosissimi. Quello di sinistra deforma sia la piastra incastrata che i bottoncini fra cui è bloccata. Nel passato sono stati messi in commercio set ufficiali che usavano questa tecnica (set #605, #644, #10021-1), ma è stata completamente abbandonata.

Quello a destra, fra la piccola piastra grigia con clip (part #2555) e la mattonella verde 2×2 è micidiale.

Cose che succedono a chi non rispetta le regole
Cose che succedono a chi non rispetta le regole

Mentre incastravo i due pezzi per fare la foto ho udito distintamente un “crack”. Ecco il risultato, miglior dimostrazione possibile di come il rispettare le pratiche consigliate di costruzione eviti stress a mattoncini ed a noi.

Extreme AFOL: costruire “legalmente” (I parte)

I “mattoncini” LEGO® esistono in moltissime forme differenti, anche se quando si parla di mattoncini il pensiero va immediatamente al classico elemento 2×4, inevitabilmente rosso.

Mattoncini? Eh, sì.
Mattoncini? Eh, sì.

Nella foto sopra si possono vedere alcuni “mattoncini” presenti in un moderno set: forme complesse, superfici curve o angolate, materiali e colori particolari. Se poi aggiungiamo gli elementi Technic™, le cose si fanno interessanti.

Se pochi mattoncini 2×4 possono essere connessi in milioni di modi differenti, figuriamoci quando si aggiungono un migliaio di pezzi di forma varia, tutti in qualche modo “connettibili” fra loro.

Stressare i pezzi (e non solo quelli)

Sebbene molti elementi abbiano più possibilità di connessione, non tutti i metodi ed i modi sono ritenuti “legali”. Ad esempio, i fori sui mattoncini Technic™ hanno apparentemente lo stesso diametro dei bottoncini, ma la connessione è considerata “da evitare”, e difficilmente la troveremo in un set ufficiale.

Naturalmente, le creazioni originali degli appassionati (MOC) non hanno nessun obbligo di rispettare alcuna regola, ma vi sono scuole di pensiero contrastanti in merito. Pensavate fosse tutto facile, eh?

Sfogliando questa discussione su Eurobricks, ho trovato un link ad una presentazione di Jamie Berard (PDF) dell’agosto 2006 che mostra gli incastri ritenuti “illegali” e ne spiega le ragioni, che si possono ridurre ad una sola: evitare di deformare o rovinare gli elementi sottoponendoli ad uno sforzo o ad una pressione per la quale non sono progettati.

Correttamente, più che parlare di tecniche “illegali” di incastro, e quindi di costruzione, possiamo parlare di migliori prassi di costruzione o, per usare una terminologia universale, le best practices di costruzione.

Vediamo qualche esempio.

Non tutti i fori sono uguali

Prendiamo tre piccoli elementi: #4070, #87087 e #6541.

Due mattoncini normali ed uno Technic™
Due mattoncini normali ed uno Technic™

Per quello verde è mostrato fronte e retro per evidenziare il foro quadrato che ha nella parte posteriore.

La non completa compatibilità fra elementi Technic™ e gli altri
La non completa compatibilità fra elementi Technic™ e gli altri

L’incastro a sinistra, per quanto inconsueto, è ritenuto accettabile. Quello a destra è sconsigliato per due motivi:

  • Il bottoncino del pezzo grigio è inserito nel foro del pezzo Technic™ giallo: il foro Technic™ non è sufficientemente “elastico” da permettere un inserimento agevole del bottoncino, e tende a deformarlo. Occorre fra l’altro una forza molto maggiore per unire e separare i due pezzi connessi in questo modo.
  • Il centro del foro Technic™ ed il centro geometrico del bottoncino laterale del pezzo grigio non sono perfettamente allineati: il foro sul mattoncino Technic™ è 0,18 mm più in alto. Pochissimo, certo, ma sufficiente per disallineare in altezza i due elementi, come mostrato dal pezzo rosso aggiunto sotto: sotto il pezzo grigio è evidente la presenza di uno spazio vuoto, a dimostrazione del differente allineamento.

Tutto per un click

I perni Technic™ esistono in varie misure e forme, e per tutti esistono regole per il corretto uso.

Perni e mattoncini Technic™
Perni e mattoncini Technic™

Riprendiamo il mattoncino Technic™ di prima, #6541, e due perni di differente misura: #3673, a lunghezza piena, #32002, che ha un’estremità che è esattamente la metà.
I due perni possono essere inseriti nel foro del mattoncino giallo, ma quello grigio scuro, se inserito dal lato più corto, rimane compresso fra le pareti del foro, senza raggiungere la posizione di riposo.

Il pin grigio scuro non si blocca se inserito dal lato corto
Il pin grigio scuro non si blocca se inserito dal lato corto

Se inserito dal lato corto, il pin non emette il caratteristico “click” che indica il raggiungimento della posizione di riposo.
Il risultato è che l’estremità del pin è costantemente sottoposta a pressione.

Il pin di destra è deformato
Il pin di destra è deformato

Nella foto sopra si vede l’effetto di un incastro in cui il pin non ha raggiunto la posizione di riposo, ossia non ha fatto il “click”. E’ piuttosto evidente che il pin di destra ha le due metà dell’estremità ravvicinate e piegate in punta: questo pin non regge più l’incastro e tende a sfilarsi facilmente dal foro in cui è inserito.

L'unico incastro valido è quello in verde
L’unico incastro valido è quello in verde

Nella foto sopra sono evidenziati in rosso gli incastri che provocano il tipo di deformazione dei pin mostrato subito sopra. L’unico valido è quello con il mezzo pin con bottoncino (part #4274), tutti gli altri portano al deterioramento del pin. Lo stesso succede se l’incastro è fra pin ed i cilindretti nella parte inferiore dei mattoncini, dato che il diametro interno dei cilindretti è addirittura inferiore a quello del foro nel mattoncino 1×1 cilindrico verde mostrato in figura.

Usa la forza, quella che serve

Una regola generale è che gli incastri devono essere gestibili da un bambino di sette anni, quindi non devono essere troppo complicati, né richiedere una forza di unione o separazione superiore al normale incastro fra due mattoncini 2×4.

Incastri al limite
Incastri al limite

Nella foto sopra l’incastro fra il mattoncino giallo e quello azzurro è ammesso, ma sconsigliato. Nel riquadro con il bordo rosso è mostrato il perché: se si intende aggiungere un altro mattoncino sopra quello giallo che sporga a coprire quello azzurro, l’incastro sarà obliquo, anche se di poco, per i famosi 0,18mm di disallineamento di cui parlavamo sopra.

Se poi andiamo ad incastrare un pezzo con più di un bottoncino, come nella parte alta in foto, lo sforzo richiesto per unire e staccare i pezzi è notevole, tale che difficilmente un bambino ci riuscirà. E’ vero che esistono incastri molto difficili da separare (ad esempio due piastre 2×8 sovrapposte), ma ricorrendo ai separatori la divisione non richiede grande sforzo, mentre nella situazione mostrata in foto non c’è possibilità di usarli, non disponendo di una presa efficace.

(Fine della prima parte)