Identificare un set LEGO® dai pezzi

Può capitare di trovarsi per le mani un sacchetto di mattoncini, magari ricevuto da qualcuno che non sa cosa farsene.

Senza scatola e senza istruzioni è apparentemente inutile, se non si è avvezzi al manipolare mattoncini come un AFOL veterano.

Ecco una breve collezione di strategie per risalire al set ed alle istruzioni di montaggio.

Individuare il tema

Ogni set, a parte limitate eccezioni, appartiene ad un “tema”, ossia un raggruppamento di set con la stessa ambientazione o con gli stessi personaggi. In alcuni casi esistono temi “principali” suddivisi in temi più specifici. Alcuni esempi:

Individuare il tema è importante per restringere il campo di ricerca, a volte è sufficiente per poi trovare il set semplicemente sfogliando l’elenco dei set di quel tema.

Mi piace vincere facile: gli adesivi

In alcuni set, specialmente quelli della serie City, vi sono parti che hanno un adesivo applicato sopra, quasi sempre a mo’ di targa del veicolo. Ecco alcuni esempi (foto da Brickset)

Set 4208, il numero è usato come targa e come matricola del mezzo
Set 4208, il numero è usato come targa e come matricola del mezzo
Qui è riportato come numero di identificazione del modello di macchina operatrice
Qui è riportato come numero di identificazione del modello di macchina operatrice
Qui è la targa e il numero di matricola del mezzo
Qui è la targa e il numero di matricola del mezzo

Romabrick at Toy Museum in Zagarolo - 2013

In questa foto del nostro Domenico, scattata durante Zagarolo 2013, si vede il numero sul fianco dell’astronave, che è proprio il numero del set, il #918.

A proposito, a partire dal 2013 LEGO® userà cinque cifre per identificare i nuovi set.

Strani pezzi

Se non abbiamo a disposizione parti con adesivi, dobbiamo ripiegare su pezzi dalla forma insolita, o con una combinazione di forma/colore insolita.

Mentre la prima strategia è certamente più intuitiva, nel secondo caso le cose sono abbastanza complicate e qualche volta solo un AFOL esperto può identificare un pezzo che in quel particolare colore è raro.

Un esempio è dato dalla parte #3176, un pezzo abbastanza comune, prodotto a partire dal 1966 e presente in oltre 400 set differenti: in colore bianco è presente solo in una manciata di set, mentre in verde è presente in un solo set. Considerando che bianco e verde sono due colori comuni, diventa evidente che solo un esperto può capire di trovarsi di fronte ad un pezzo chiave per identificare un set.

Tornando ai pezzi dalla forma insolita, possiamo prendere ad esempio la rampa di scalini, parte #30134, presente in soli 59 set di tutta la produzione LEGO fino ad oggi. Se sono in colore nero o marrone, i set possibili sono una ventina per ognuno dei due colori, mentre in grigio scuro o rosso scuro appaiono in soli tre set.

Per sapere in quali set appare un pezzo, occorre prima identificare il “design ID” del pezzo. Di solito è stampato in caratteri microscopici nella parte interna del pezzo o nella parte inferiore, insomma in un punto che di solito non è esposto a pezzo montato. Occorre una buona lampada ed una lente d’ingrandimento per trovarlo, ad occhio nudo è possibile solo per chi è miope.

Il design ID è un numero generalmente di 4-5 cifre (anche se esistono pezzi molto vecchi con identificativi di due e tre cifre, e inizia ad apparire qualche pezzo con identificativi di sei cifre) che indica in modo univoco la forma del pezzo. Per esempio il classico mattoncino 2×4 ha design ID 3001. Naturalmente, essendo questo mattoncino uno dei pezzi più comuni (appare nelle sue varianti in oltre 2.200 set), difficilmente riusciremo ad identificare un set usando questo tipo di pezzo.

Una volta identificato il design ID, usando le funzioni di ricerca di Bricklink e di Brickset possiamo vedere in quali set è usato ed in quali colori.

Se non si riesce ad identificare il design ID, sia Bricklink che Brickset permettono di ricercare pezzi per descrizione (in inglese) o per categoria (sempre in inglese). In questo caso si deve però conoscere la terminologia usata dagli appassionati, e non è proprio immediato: tile, plate, slope, roof, ladder, bow, wedge… insomma, se riusciamo a trovare il design ID è meglio.

Sotto ecco un esempio di ricerca proprio della rampa di scale.

Ricerca per design ID della rampa di scale #30134
Ricerca per design ID della rampa di scale #30134

Una volta identificato il pezzo, si punta quello del colore in nostro possesso e si vede l’elenco dei set in cui appare.

In quali set appare in grigio scuro
In quali set appare in grigio scuro

Nell’esempio mostrato, la rampa di scale in grigio scuro si trova in due soli set (gli altri due sono scatole che raggruppano più set in una sola confezione), uno con la stazione ferroviaria, ed uno con il porticciolo. A questo punto se abbiamo anche i binari, o se abbiamo due sedie blu (#4079), i pezzi vengono dal set della stazione ferroviaria (set #7937).

Minifig e animali

Questa è un po’ più difficile, ma può tornare utile quando nel mucchio di pezzi vi sono appunto delle minifig (o parti di esse) o degli animali.

Nel caso delle minifig, si deve puntare a dettagli come il tipo di “vestiti”, il cappello, accessori come pale o martelli. A parte le situazioni ovvie in cui le minifig hanno indosso delle uniformi (polizia, vigili del fuoco), alcuni dettagli possono essere rivelatori. Per esempio, anche se la minifig ha una uniforme da poliziotto (riconoscibile dal distintivo), c’è una certa differenza se ha una giacca o un giubbetto chiuso con la zip.

Due differenti busti per minifig di poliziotto (immagini prese da Bricklink)
Due differenti busti per minifig di poliziotto (immagini prese da Bricklink)

La differenza fra i due busti nella foto sopra è apparentemente minima, ma quello a sinistra appare in 16 set, mentre l’altra appare in 32 set differenti. E’ molto importante anche la colorazione di altri dettagli come le mani: la differenza fra una minifig con le mani gialle e una con le mani grigie non è un semplice dettaglio.

Anche vestiti “normali” e altri tipi di accessori possono essere risolutivi per identificare un set. Un busto femminile con una giacca particolare o un foulard rosa possono restringere il campo a pochissimi set, tredici per la precisione, tutti molto particolari e facilmente individuabili.

Alcuni animali sono estremamente utili per identificare un set. Per esempio la gallina appare solo in tre set.

I pezzi “decorati”

Oltre agli adesivi, esistono dei pezzi con parole, simboli o disegni stampati sopra. Sono normali pezzi, piuttosto comuni, che la stampa rende particolari.

Alcuni di questi pezzi sono presenti in un solo set, o in un piccolo gruppo, per cui sono candidati ideali per identificare un set. Alcuni esempi:

Si può essere meno fortunati, trovando ad esempio una mattonella 1×1 con indicatore a lancetta, che è presente in 68 set, quindi poco utile ad identificare un set.

L’ultima risorsa

Se proprio non riusciamo ad identificare il set in nessun modo, possiamo ricorrere all’amico AFOL, che sicuramente avremo. Un AFOL degno di questo nome sa identificare abbastanza rapidamente un set dai pezzi, anche in casi disperati.

Solo, non abusate della sua pazienza.

Verificare di avere tutti i pezzi

Una volta identificato il set passiamo a controllare se abbiamo tutti i pezzi necessari usando la funzione di inventario di Bricklink o di Brickset.

L'inventario di Brikset
L’inventario di Brikset
l'inventario di Bricklink
l’inventario di Bricklink

Sopra i due inventari del set della stazione ferroviaria.

In questo modo ci assicureremo di avere tutti i pezzi. In caso manchino, possiamo pensare di usare dei sostituti o, se proprio si vuole esagerare, acquistare i pezzi mancanti tramite Bricklink o il Pick a Brick del negozio ufficiale LEGO.

Naturalmente, questo vale solo se il numero ed il tipo di pezzi mancanti è ragionevole: se abbiamo solo la metà dei pezzi necessari forse la spesa non vale l’impresa. Sta a noi valutare pro e contro: se vogliamo completare un nostro vecchio set ritrovato in soffitta, potrebbe essere comunque un ottimo motivo per spendere qualche decina di euro.

Le istruzioni

Una volta controllato l’inventario dei pezzi, andiamo a prendere le istruzioni di costruzione.

E’ possibile acquistare i libretti originali, sempre da Bricklink, con una spesa spesso di pochi euro, se il set non è raro o “vintage”.

Per finire

In chiusura, l’invito è di non rifiutare mai un sacchetto o una scatola di mattoncini, non si sa mai cosa potrebbe venirne fuori.

Anche se non è un set completo, potrebbe comunque essere uno stimolo a costruire secondo la nostra fantasia ed il nostro gusto. Se poi si tratta di un set “importante” ed è anche completo, perché rinunciarvi?

LEGO Digital Designer: il tema nascosto

NB: questo articolo fa riferimento alla versione 4.0 del LEGO® Digital Designer. Per la versione 4.1 consultare questo articolo

Usando il Lego Digital Designer, dopo un po’, diventa alquanto limitante non poter disporre di tutti i tipi di mattoncini effettivamente prodotti da LEGO™, in tutti i colori disponibili.

Qualche volta capita che anche mattoncini assolutamente comuni in colori comunissimi non siano disponibili (nel momento in cui scrivo non è disponibile la piastra 1×8 verde e la piastra 4×8 gialla). Per non parlare di elementi che proprio non sono presenti in alcun colore.

Vagando un po’ per la Rete in cerca di notizie, ho trovato un forum in cui si nominava un tema nascosto nel LEGO Digital Designer, denominato Universe, dal nome del gioco multiplayer online rilasciato da LEGO nell’ottobre 2010.

Il tema Universe

In questa modalità è possibile usare qualsiasi mattoncino fra gli oltre 1400 disponibili in qualsiasi colore sia mai esistito, anche quelli abbandonati dalla produzione ufficiale. Le nuove funzionalità sono tre in tutto e si raggiungono scegliendo lo strumento “riempimento colore”:

  • La possibilità di assegnare un colore qualsiasi ai mattoncini
  • La possibilità di “prelevare” il colore da un mattoncino per poi duplicarlo su altri
  • La scelta della “decorazione” del mattoncino fra quelle con cui il mattoncino stesso è stato prodotto in uno qualsiasi dei set in cui era incluso

Andiamo a vedere le nuove funzioni.

LEGO Digital Designer - il tema Universe
LEGO Digital Designer - il tema Universe

All’apertura del programma appare il nuovo tema, su fondo nero.

LEGO Digital Designer - i mattoncini sono un po' di più...
LEGO Digital Designer - i mattoncini sono un po' di più...

La prima cosa che salta agli occhi iniziando a costruire, è che i mattoncini sono tutti di colore rosso, e che i tipi disponibili sono infinitamente di più.

LEGO Digital Designer - tutti i colori possibili
LEGO Digital Designer - tutti i colori possibili

Una volta posizionati i mattoncini, passiamo a colorarli. Il menu dei colori è a due livelli: il principale mostra i colori più comuni, sostando su un colore col puntatore del mouse si apre un sottomenu con tutte le varianti di quel colore.

LEGO Digital Designer - le decorazioni
LEGO Digital Designer - le decorazioni

Per i mattoncini che lo prevedano, vi e la possibilità di “incollare” una decorazione a scelta fra quelle effettivamente prodotte per quel mattoncino. In figura vi è la piastra 1×2 liscia con mostrate le decorazioni possibili.

Attivare il tema Universe

Per abilitare l’uso del tema basta aggiungere una riga al file di configurazione del LEGO Digital Designer. Prima però occorre precisare che dal momento che attiviamo il tema Universe nel LEGO Digital Designer perdiamo il supporto da parte di LEGO sul programma stesso e su tutte le creazioni e modelli che andiamo a realizzare. Inoltre il tema Universe non è in nessun modo garantito nel funzionamento e nella correttezza dei modelli dei mattoncini.

Chiarito questo, passiamo all’attivazione. Il file è specifico per utente, si chiama preferences.ini e si trova all’interno della directory Dati applicazioni\LEGO Company\LEGO Digital Designer in Windows XP, mentre in Windows Vista/Seven si trova in Applicazioni\LEGO Company\LEGO Digital Designer.

La riga da aggiungere è:
Themeaccess=LEGOUniverse
Funziona anche se usate tutti caratteri minuscoli. Dobbiamo naturalmente fare la modifica con il programma chiuso. Il nuovo tema apparirà al successivo lancio.

Qualche consiglio d’uso

Dato che i mattoncini sono veramente tanti, se vogliamo prendere un mattoncino “standard” dobbiamo essere sicuri di prendere quello giusto. Ad esempio nel caso delle piastre 1×2 lisce, ve ne sono due che sembrano identiche, per cui è oggettivamente difficile capire quale sia quella che si trova comunemente.

In questo caso possiamo cambiare tema al volo, usando il menu “View->New themes”, selezionare ed inserire il mattoncino che ci interessa, nel colore che troviamo. Poi usando lo strumento “Selezione” lo evidenziamo. Nella barra di stato in basso appaiono due informazioni fondamentali: il part number del mattoncino, ossia il numero che identifica univocamente quello specifico tipo di mattoncino, e l’indice colore col nome. Per esempio un mattoncino classico 2×4 rosso avrà part number 3001 e colore numero 21 bright red (rosso brillante).

L’indice colore è utile anche per scegliere il colore giusto dalla tavolozza. Se intendiamo realizzare un modello da pubblicare è consigliabile che part number e colori siano quelli reali.

Se in futuro LEGO Digital Designer disporrà di altre funzioni, come ad esempio la creazione di un elenco dei mattoncini necessari per la costruzione, è certamente meglio se le nostre creazioni siano conformi ai mattoncini realmente disponibili in commercio.

Vita da costruttori: come lo stacco?

La situazione è questa:

Uniti per l'eternità
Uniti per l'eternità

Ma anche questa non è meno penosa:

Pure qui... forse un esperto di demolizioni?
Pure qui... forse un esperto di demolizioni?

Quindi, detto a parole: una piastra 1×2 inserita su una piastra più grande, lontano dai bordi, nel primo caso; due piastre 1×2 una sopra l’altra nel secondo caso.

In entrambi i casi non abbiamo né punti di appoggio per fare leva, né una superficie abbastanza grande per avere una presa sufficiente a separare i pezzi.

Nel secondo caso si possono usare le unghie, a patto di averle abbastanza lunghe, ma l’effetto collaterale è che si ammacca l’angolo dove infiliamo l’unghia a fare cuneo per separare i due pezzi. Non è un gran danno, ma ammacca oggi, scalfisci domani, alla fine si accelera il deterioramento dei nostri mattoncini, e con quello che costano…

Per il primo caso, una soluzione è di usare un mattoncino 1×2, inserendolo sopra la piastra 1×2.

Aggiungiamo un mattoncino per avere una presa migliore
Aggiungiamo un mattoncino per avere una presa migliore

Poi possiamo prendere saldamente il mattoncino 1×2 premendo sulle due facce più grandi e tirarlo di lato, facendo perno sul lato lungo.

Ecco come prendere il mattoncino
Ecco come prendere il mattoncino

La piastra 1×2 si trasferirà sul mattoncino 1×2, e se abbiamo operato calibrando forza e movimento, sarà incastrata solo in parte e molto più facilmente staccabile.

Eccolo staccato
Eccolo staccato

Per il secondo caso operiamo in modo molto simile, usando due mattoncini 1×2
da mettere sopra e sotto le due piastre 1×2.

Aggiungiamo mattoncini per esercitare meglio la forza necessaria
Aggiungiamo mattoncini per esercitare meglio la forza necessaria

Poi afferriamo saldamente i due mattoncini premendo sui lati lunghi e operiamo come se dovessimo spezzare una barretta di cioccolato.

La separazione è quasi riuscita. Notare lo spazio che si crea fra i mattoncini
La separazione è quasi riuscita. Notare lo spazio che si crea fra i mattoncini

Le due piastre 1×2 si separeranno, e rimarranno inserite una per mattoncino 1×2, e come nel caso precedente saranno meno saldamente incastrate e più facili da separare.